Perché il Mercato della Fivi non è una fiera del vino

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Qualche giorno fa ho sentito parlare del Mercato dei Vini dei Vignaioli indipendenti che la Fivi organizza a Piacenza come una delle più importanti fiere del vino che si svolgano in Italia. Vero, il Mercato è grande e se guardiamo ai numeri quasi certamente è addirittura arrivato a essere il secondo più grande evento nazionale del settore dopo il Vinitaly, ma secondo me se si pensa al Mercato come a una fiera si commette un errore. Per carità, ci sono i produttori con i loro vini, e quest’anno le postazioni arrivano alla cifra record di seicento, ma il Mercato non è propriamente una fiera. Che cosa sia me l’ha detto una vignaiola che sarà a Piacenza: è “la nostra festa”, così l’ha definita, e ha ragione, e in fondo altro non è che una conferma.

Ecco, io credo che chi andrà a visitare il Mercato della Fivi dovrà cercare di farlo in questa esatta dimensione, quella della festa dei vignaioli indipendenti, ed è utile vivere quest’appuntamento come se davvero si fosse lì per partecipare a una grande festa collettiva. Perché se lo si vive così il Mercato è veramente più bello, e direi perfino che lo si possa definire unico nel panorama italiano, e se ne può condividere l’essenza. Parlateci, coi vignaioli, osservateli, e vedrete che è così, o questa almeno è stata la mia impressione nelle edizioni cui ho partecipato.

Per il resto, è superfluo – veramente superfluo – dare altre indicazioni di dettaglio, se non rammentare le date, che sono il 24 e 25 novembre prossimi. Le informazioni le trovate sul sito del Mercato dei Vini.


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