Odio i ristoranti d’estate con tutte quelle sigarette

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Adoro l’estate. È la mia stagione, mi piace il caldo. Però d’estate mi tocca praticamente smettere di andare al ristorante. Per via del fumo.

D’estate si mangia pervalentemente all’aperto e i fumatori si scatenano. Sono  lì che mi gusto il mio piatto o il mio bicchiere di vino ed ecco che bocca e naso sono invasi dai pestiferi miasmi del vicino o della vicina di tavolo, che si accende la sigaretta tra una portata e l’altra e che se ne fuma ancora altre dopo che ha finito di cenare.

Così mi ritrovo ad aver la cena rovinata (come fai a gustarti cibo e vino con quelle zaffate puzzolenti che sanno di metallo?), i vestiti impregnati di tanfo e la salute messa a repentaglio dal fumo passivo, oltre che che dal nervosismo crescente.

Si dirà: la legge non vieta di fumare all’aperto. Va bene, ma occorre proprio una legge per esercitare il buon senso, per avere rispetto delle persone? Bisogna a tutti i costi reprimere per ottenere un po’ di civiltà?

Qualche fumatore mi obietta che in questa maniera io voglia limitare la sua libertà. Nossignori, per me tu, caro fumatore, sei libero di suicidarti con le tue sigarette, ma non puoi costringere me ad ammalarmi a causa del tuo fumo. Fuma dove vuoi, ma non dove io sia costretto a respirare il tuo fumo. Dunque, non nello spazio all’aperto di un locale pubblico.

Così, al ristorante d’estate ci vado meno che posso, Oppure chiedo se si possa mangiar dentro, col personale che magari sbuffa perché gli tocca apparecchiare anche all’interno.

Ristoratori, è ora di fare qualcosa.

Legislatori, è ora di fare qualcosa.


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2 comments

  1. carlo Tramonte Rispondi

    Sottoscrivo. Ma … che dire di quelle vicine di tavolo all’interno, contornate da un alone di profumo intensissimo, che manda in malora anni di egregio lavoro dei cantinieri?
    Non sarebbe ora che chi si profuma pensasse anche a chi gli sta attorno e si controllasse, alemo un po’?

  2. Vittorina Rispondi

    Caro Peretti, non mi sembra vero trovar qui ciò che vorrei scrivere ai ristoratori. Ho sempre pensato che nessuno mi avrebbe ascoltato, non sono “famosa” e sono spesso ritenuta una rompiscatole. I ristoratori che mi vogliono bene già sanno di offrirmi un posto all’interno, gli altri mal sopportano la mia richiesta e sopportano, o meglio ci costringono a sopportare, i “maleducati” ( non esito a definirli così ) che perpetuano il loro suicidio a nostre spese.
    Una precisazione: patetica la scusa che in una zona aperta del locale possano fumare senza limiti. In un locale pubblico, tutta l’area esterna sarebbe interdetta. Sarebbe obbligo creare una zona fumatori e sarebbe il caso di invitare costoro ad allontanarsi nel momento in cui decidano di ” farsi un aereosol”. Il timore di perdere i clienti li costringere a correre il rischio di perderne altri. Cioè la sottoscritta, che ha scelto di operare nel medesimo modo. In estate evito di tornare in un locale che la volta precedente mi ha chiesto di rimanere all’aperto e le prossime volte me ne andrò ancor prima di prendere posto. Se fossimo un pochino più determinati, prima o poi qualcosa potrebbe cambiare!
    Vittorina