Le viti vecchie hanno il tronco contorto

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Credo nella superiorità delle vigne vecchie. Penso siano un valore. Mi piacerebbe fossero tutelate e valorizzate. Come sanno fare in Francia, dove è frequente trovare vini da “vieilles vignes” e spesso sono vini che distillano territorialità e sono vini serissimi. Non è un caso.

Qualche giorno fa Marilena Barbera, vignaiola a Menfi, ha scritto sulla sua pagina Facebook una vera e propria ode alla vigna vecchia. Parole bellissime. Le ho chiesto il permesso di riprenderle qui. Me l’ha accordato. Grazie, Marilena.

Le viti vecchie hanno il tronco contorto, la corteccia rugosa
di Marilena Barbera

Le viti vecchie hanno il tronco contorto, la corteccia rugosa. Si torcono e si bitorzolano, scavate incavate e convesse, ospitano chiocciole e fili d’erba e nidi di vespe nei buchi negli orifizi del legno che pare secco ma invece no, ci passa un filo di linfa che pensi non basterebbe a un fuscello, e invece nutre una chioma che d’estate non ti sembra vera da quanto è  gigantesca.

Le viti vecchie sono più vecchie di te, e di certo più sagge. C’erano già e già facevano l’uva quando tu zampettavi e ruzzolavi dietro le case a rincorrere le coccinelle, e quando avevi tredici anni e un sacco di lentiggini e sfogliavi le margherite gialle “m’ama non m’ama”.

Le viti vecchie erano già adulte quando tu facevi la scavezzacollo e tiravi tardi tutta la notte a fare l’alba sulla spiaggia per poi passare dal pastore la mattina a mangiare la zabbina col pane caldo, tu e tutta la tua banda di diciottenni e ventenni con la pelle bruciata dal sole, a suonare dentro ai templi con la luna, i pipistrelli le chitarre e le birre calde. Il pastore che abitava un po’ più avanti con il gregge, verso la Riserva, tutto curvo anche lui, e saggio come le viti, da tanto tempo che stava a Belìce come le viti a contare le stagioni e i giri delle stelle.

Le viti vecchie hanno già cinquant’anni e anche tu ne hai quasi gli stessi, e nemmeno ti sembra possibile che avete visto gli stessi inverni, e le stesse primavere. E ogni anno che passa ti sembra che vi somigliate un po’ di più, un po’ più ruvide e un po’ più rugose, con le radici ben piantate nel terreno pietroso della Costa, a respirare l’aria salata del mare.


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