La vigna del mare, il vino che non c’è ed è magnifico

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Questa è la storia di un vino che non c’è, ma pur non essendoci io ho avuto la fortuna di assaggiarlo. Ne sono state prodotte una ventina di bottiglie appena, mai messe in commercio. Se venissero commercializzate vorrei poter essere tra i pochi fortunati ad acquistarle. Perché questo è un vino buonissimo, che sa di mare, che nasce sulla riva del mare, che è mare.

Il vino l’ha fatto una vignaiola di Menfi, Marilena Barbera, coi pochi grappoli d’alcuni ceppi che crescono spontanei sulla spiaggia, in parte celati dentro alla rena, per proteggerli dalla salsedine e dal sole e dal vento e bisogna scavare con le mani per trovarli. In un tratto di quei quindici chilometri di costa che stanno fra Sciacca e Selinunte, dove, “fra le dune di sabbia bianca, crescono alcune viti di inzolia prefillosserica a piede franco, un vero e proprio monumento vivente alla biodiversità e alle tradizioni viticole del nostro territorio”, scrive Marilena sul suo blog.

Una mattina presto, Marilena ha raccolto quell’uva che grondava acqua di mare, l’ha portata in cantina nelle ceste, l’ha schiacchiata con le mani, ha lasciato i raspi. La fermentazione è partita spontaneamente. Un solo travaso, per illimpidire un po’ il vino. Poi in bottiglia.

Il vino è salmastro, è un vino marino, integralmente marino. “Ho sempre pensato che l’inzolia coltivata vicino al mare fosse molto speciale – dice Marilena – perché assume un carattere salino che esalta la personalità di un vino altrimenti molto morbido, talvolta molle”. Qui la salinità è totale ed offre al vino uno scatto quasi rabbioso, come è rabbioso il mare quando gli prende male, per poi placarsi e restituire il sole, accecante, come fa questo vino.

L’ho bevuto, golosamente, alla Rimessa Roscioli, in una delle serate dei Ladri di Vino ideate da Fabio Rizzari, che pure ha scritto di questo vino sul suo Il Bottigliere, e v’invito ad andare a leggere quel che racconta.

Il vino non ha nome. Marilena quando ne parla dice che è la vigna del mare. Chiamiamolo così, La Vigna del Mare, allora, ed è magnifico.

 


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2 comments

  1. Nic Marsél Rispondi

    Sono anch’io uno dei fortunati ad aver assaggiato una di queste venti bottiglie (a Sorgente del Vino 2016, grazie Marilena!). Magnifico il vino e meravigliosa la storia che merita davvero di essere raccontata.

  2. henry Rispondi

    Bellissima storia e immagino buonissimo vino!!!!
    Fortunati voi…