La qualità del vino è un valore intrinseco o no?

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A volte mi domandano quale sia secondo me il vino migliore. Di solito rispondo: “Quello che mi piace di più”. Intendendo che è quello che mi piace bere in un dato momento, con un certo cibo in tavola, in un qualche contesto, con una particolare compagnia, un una specifica occasione. Non c’è il vino migliore in assoluto, non può esserci.

La stessa convinzione la esprime anche Jamie Goode sul suo wine blog. Dice che chiedere quale sia il vino migliore equivale a domandare a un carpentiere quale sia il miglior attrezzo che adopera. Dipende dal lavoro che deve farci, non dall’attrezzo in sé.

Some thoughts on wine quality: an intrinsic or extrinsic property of a wine?” s’intitola l’articolo di Jamie Goode. Si chiede: “Come possiamo definire la qualità in un vino? Si tratta di una proprietà intrinseca o estrinseca del vino? Che significa, la qualità è qualcosa che un vino possiede indipendentemente dall’occasione in cui viene bevuto o dal bevitore, oppure no?”

Bei quesiti.

Io sono convinto che il giudizio su un vino sia sempre soggettivo e che non possa essere altrimenti. Anche quando si assaggia in gruppo e alla cieca irrompe la soggettività. Perché, come scrive Goode, ogni gruppo ha una sua estetica del vino, e dunque il gruppo tenderà a giudicare i vini secondo tale modello estetico. Non c’è niente da fare, concordo, è così.

Ho sempre letto e sempre leggerò tante recensioni di vini anche per farmi un’idea di quali bottiglie acquistare per la mia personale cantinetta. Ma ogni volta taro il giudizio dato al vino sullo stile prediletto dal singolo recensore. Un dato punteggio non vuol dire niente se non viene rapportato al “palato” di chi l’ha assegnato, e dunque al suo pensiero, alla sua formazione, alle sue convinzioni, alle sue predilezioni.

Dunque, sì, secondo me la qualità del vino è un requisito parzialmente intrinseco, nel senso che un vino mal fatto è mal fatto e basta, ma è soprattutto un valore estrinseco, che per forza ricomprende tantissima soggettività. Per fortuna.

“Un punteggio – scrive Goode – è meramente un codice utile per tentare di collocare un vino all’interno di un sistema estetico, ma non è un marcatore oggettivo della qualità del vino, e neppure una proprietà del vino”. Sono totalmente d’accordo.


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