La Giuva, la nuova idea di Valpolicella

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Dice che la passione per il vino gli è nata dentro nel ’99 a Bordeaux. Ma non era mica là per il vino, quella volta. Era là per il pallone. La squadra che allenava doveva affrontare i padroni di casa. La partita finì 2 a 1 per i girondini, ma poi al ritorno il risultato venne ribaltato con un sonoro 6 a 0. A Parma. Perché Alberto Malesani allenava “quel” Parma che vinse Coppa Uefa, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Ma fu in Francia che gli prese l’idea che prima o poi avrebbe avuto una cantina tutta sua, e l’illuminazione l’ebbe quando, in attesa della partita, lo portarono a visitare un paio di château.
Ci si è messo d’impegno, Malesani, ha studiato, ha girato, ha fatto domande. Poi ha trovato il terreno giusto, sulle colline di Trezzolano, sopra Verona, e sembra già montagna, ed è zona dove si fa il Valpolicella e l’Amarone. Così la cantina se l’è fatta lassù. L’ha chiamata La Giuva, in omaggio alle figlie Giulia e Valentina, che ha imbarcato nel progetto. Così come sulla macchina ha fatto salire un enologo un po’ visionario come Lorenzo Caramazza. Il risultato? Per me, una delle più belle stelle nascenti del mondo valpolicellese. Mi sbilancio, anzi, e dico che La Giuva può diventare uno dei simboli della “nuova” Valpolicella. Quella che guarda all’eleganza e alla freschezza prima che alla potenza e alla concentrazione, perbacco. Insomma, quella che ha in mente la scuola borgognona, più che quella bordolese, e pazienza per quel precoce innamoramento in terra di Bordeaux.
Quando sono andato a trovare Malesani lassù a Trezzolano avevo solo assaggiato un Valpolicella, e m’era piaciuto. Ecco, magari ero un pochino prevenuto, dato che lo conoscevo come uomo del calcio, e ce n’è di gente famosa che si butta sulla produzione del vino perché va di moda. Invece – volete che vi dica? – ho trovato un vigneron. Sissignori, alla vigna e a una certa idea di vino ci tiene, ce l’ha in testa. “Il vino cerco di farlo un po’ come quando mi occupo di calcio, cercando di fare il mio mestiere per bene, senza curarmi delle relazioni”. Già, e magari c’era chi scuoteva la testa vedendolo investire su un vigneto di corvina e rondinella orientato a nord ovest, cosa che detta così sembra folle. Invece, accidenti, da quel vigneto viene fuori la tensione, e dalle altre vigne, orientate più classicamente, il frutto. C’è poi tanta roccia, sotto quel palmo di terra, e tira vento sempre, sul dosso di Trezzolano, e sembrano caratteri che i vini incorporano.
“Qui la selezione è naturale – mi dice Malesani portandomi in giro per i vigneti -, perché le piante faticano. Aspettiamo ancora cinque o sei anni e vedrai che uva che esce qua”.
A me piace già l’uva che esce adesso, e anche i vini che se ne traggono. Già, mi piacciono i rossi di Alberto Malesani. Molto.
Valpolicella Il Valpo 2014 La Giuva
Colore rubino brillante, chiaro (evviva!). Naso meravigliosamente valpolicellista, e dunque ciliegia e spezia, che ricordano – netta – la corvina. In bocca c’è succosa beva, e il sorso è intriso di fruttino. Finire la bottiglia è un attimo. Uno dei più bei Valpolicella bevuti negli ultimi anni.
Tre lieti faccini 🙂 🙂 🙂
Valpolicella Il Valpo 2015 La Giuva
Floreale. Ha il ciclamino, e anche questo è nell’imprinting valpolicellese, e anche il colore ricorda proprio il fiore del bosco. Eppoi tanti piccoli frutti, e trovo la marasca e il ribes e la melagrana. Piacevolissimo e salato, cerca la compagnia, la tavola, il cibo. Come dovrebbe essere un Valpolicella.
Due lieti faccini e quasi tre 🙂 🙂
Valpolicella Superiore Il Rientro 2013 La Giuva
Dal calice emergono profumi di erbe alpestri, tracce balsamiche, e poi tamarindo e pepe verde. C’è insomma intrigante complessità olfattiva. Al palato è teso, e salino. Lo trovo giovanissimo e credo che abbia un potenziale enorme, questo vino. Sì, secondo me è da tener d’occhio.
Tre lieti faccini 🙂 🙂 🙂
Amarone della Valpolicella 2012 La Giuva
Wow! Terroso, rustico. Foglie essiccate, fiori macerati. In bocca c’è consistenza e freschezza. Ecco arrivare memorie di fruttino rosso, e poi di dattero, e poi di spezia, e poi avanti coi fiori. La persistenza è avvincente. Già piacevolissimo, potrebbe dare sorprese alla distanza.
Due lieti faccini e quasi tre 🙂 🙂
Recioto della Valpolicella 2014 La Giuva
“Lo finiamo subito”, mi fa Malesani. Ci credo che lo vendano in un attimo, questo Recioto. Chiunque cerchi un Recioto della tradizione lo vorrebbe. Rusticheggiante, unisce la dolcezza del frutto con la freschezza e con la sapidità, in un insieme che ha caratteri d’antan.
Due lieti faccini 🙂 🙂


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