Capolavori che non ci filiamo più di tanto, come il Flor

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In Italia abbiamo dei vini capolavoro che purtroppo non ci filiamo più di tanto. Uno di questi è la Vernaccia di Oristano. Che certamente non è tra i vini più “facili” che ci siano – per carità -, ma per il quale spesso quella parola iper elogiativa, capolavoro, è usata ampiamante a proposito.

Di recente mi è capitato ad una manifestazione enoica (Fermento Milano) di assaggiare la Vernaccia di Oristano Flor 2015 di Attilio Contini. Il nome Flor ricorda che il vino matura in botte scolma sotto un “velo biologico” (in etichetta lo definiscono così) di lieviti e questo “velo” conserva grandissimo vitalità in un vino tendenzialmente ossidativo. Un miracolo, uno splendido miracolo. Come nello Sherry in Spagna, come nel Vin Jaune del Jura in Francia.

Ebbene, l’assaggio mi ha entusiasmato, tant’è che di lì a qualche poco non saputo resistere e sono tornato dal cordialissimo sommelier Fisar che gestiva al tavolo a chiederne un altro sorso. Che non ho certo sputato nel gettavino.

Volete un vino di grandissima complessità? Bene, cercate questa Vernaccia di Oristano, che non costa nemmeno chissà quanto, viaggiando intorno alla quindicina di euro.

(Ah, e che nessuno si azzardi a portarlo in tavola coi dessert. Un aperitivo, questo è uno spettacolare aperitivo, pur coi suoi quindici gradi di alcol, oppure un fine pasto, relativamente lontano dal pasto.)

Vernaccia di Oristano Flor 2015 Contini
(95/100)

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2 comments

  1. Antonio Rispondi

    Grazie Angelo,
    per la tua garbata descrizione, e di avermi ricordato queto grande vino.
    Ad maiora.
    Antonio

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Grazie a te!