Questo Lagrein è un’opera d’arte

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Quando un vino è ancora piuttosto giovane, c’è una maniera empirica che trovo efficacissima per individuarne il potenziale in termini di longevità e di capacità evolutiva. Consiste nello stappare la bottiglia, ovviamente assaggiarne un sorso per farsi una prima idea e per verificare se valga la pena scommetterci, e poi mettere da parte la bottiglia per riprovare il vino il giorno successivo, e magari anche per due o tre giorni di fila.

Ho applicato questa rudimentale, ma pratica, metodologia all’edizione limitata del Lagrein Riserva 2020 della Cantina Kaltern, appena uscita in  di 3.321 bottiglie e 500 magnum come sesto pezzo della linea kunst.stück – ossia opera d’arte -, con etichetta artistica, firmata questa volta dall’artista Giuseppe Rametta. Infatti, ho trovato il vino molto giovane, e volevo che si manifestasse in pienezza. L’esito è stato felicissimo. Intendo, felicissimo per me, perché ho avuto nel calice un vino rosso che per tre giorni consecutivi mi ha offerto una continua e assai piacevole (ri)scoperta di sé. Al punto che mi sento davvero di consigliare ai potenziali acquirenti di attenderne per qualche anno la stappatura, sempre ammesso che non siano troppo impazienti.

Ho voluto evidenziare il numero de pezzi prodotti perché troppo spesso le cantine riservano le loro edizioni speciali a un pubblico limitatissimo di soli addetti ai lavori. In questo caso, la tiratura è sufficientemente ampia per soddisfare il bevitore curioso che voglia procurarsene una bottiglia. L’acquisto può essere fatto in enoteca o nel bel negozio della Cantina, a Caldaro, dove è ovviamente possibile procurarsi anche gli altri vini di questa eccellente realtà cooperativa altoatesina, a partire da quella linea Quintessenz che reputo tutta di notevole interesse; oppure si può comprare anche on line. Mi sono iscritto all’ecommerce aziendale per verificare il prezzo e la disponibilità: il Lagrein kunst.stück c’è e costa 65 euro.

Com’è il vino? È tipicamente Lagrein già dal colore, denso, granato, a tratti violaceo, e poi per la fittezza del frutto, tutto giocato sulle piccole bacche di sottobosco, scure e molto mature (la mora, il corniolo, il sambuco, la ciliegia di montagna). Ha, peraltro, una spiccata vena lacustre in quella traccia salata che facilita il sorso e descrive la mediterraneità alpestre del lago di Caldaro, affacciato verso i monti, eppure anche soggetto all’influenza degli ultimi refoli del vento gardesano, che si integra con le raffiche rinfrescanti che provengono dalle vallate. Le radici delle vecchie viti di lagrein da cui provengono le uve di questo vino affondano nei pendii calcareo-argillosi che circondano il lago di Caldaro e il microclima è mite, con tante ore di sole; com’è facile intuire, questo determina una sensibile escursione termica tra il giorno e la notte. “Profondamente radicato!” era anche il tema che la Cantina Kaltern ha affidato ai trecento artisti che si sono cimentati nell’ipotesi di etichetta. Quella vincitrice descrive l’intrico dell’apparato radicale nei terreni del luogo d’origine. Nei fatti, un anticipo di quel che si trova nel bicchiere.

Alto Adige Lagrein Riserva VI. Edition kunst.stück 2020 Cantina Kaltern
(92/100)

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