Proprio buono questo Champagne Rosé ancestrale

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La bottiglia l’ho acquistata perché ho visto che la guida Hachette le ha conferito le tre stelle e il coup de coeur. Insomma, il massimo dei massimi tra le valutazioni. Dunque, valeva la pena provarla. Com’è andata la prova? Decisamente bene, ma è il caso di dire di che vino si tratta. È uno Champagne in versione rosa, il Rosé Ancestral della maison di Gilles Mansard.

Ho letto che Gilles Mansard ha preso in mano la tenuta familiare (“vignerons de père en fils depuis 1901”, ventiquattro ettari nella Valle della Marna) nel 1986 e oggi è affiancato, nella gestione, dai figli Maxime e Vincent. Non ho provato altri loro vini, se ne avrò l’occasione lo farò. Però per il momento mi sono goduto queste bollicine rosa dalla beva straordinaria. Quel che mi ha più colpito è che non solo abbiano saputo stare in tavola dall’aperitivo al secondo, ma che poi siano perfino riuscite ad esaltarsi con un formaggio semistagionato piuttosto acidulo. Un’impresa. Ma del resto è proprio la prerogativa che volevano ottenere i produttori, visto che sul loro sito scrivono che questo è “un Champagne d’une grande convivialité“. Hanno ragione, è un vino davvero conviviale, gastronomico.

La base spumante è fatta dallo chardonnay per il sessantacinque per cento, dal pinot meunier per il tredici e dal pinot noir per il dieci. Il dodici per cento della cuvée è dato dai pinot vinificati in rosso e provenienti dalla parcella più vecchia dell’azienda, vigne piantate nel 1971. Venti-venticinque per cento di vini di riserva dei due anni precedenti. Il dosaggio è di sette grammi litro (è un brut), ma l’acidità e soprattutto la sapidità sono così bene espresse da tenere la sottile amabilità sotto totale controllo, raggiungendo un invidiabile equilibrio, favorito dalla fermentazione in fusti di legno e dall’assenza di malolattica, “pour conserver les arômes et la fraîcheur. Niente filtrazione, come del resto richiede il metodo ancestrale.

Il colore è leggermente granato, bello, invitante. La bocca è cremosa. Fragoline di bosco, piccoli frutti rossi, accenni di agrumi. Sale. Ecco, è proprio il caso di parlare di piacevolezza.

On line l’ho pagato 32,30 euro, ma vedo che acquistandone due bottiglie il prezzo scende a 29,10 euro. Vale la pena spenderli.

Champagne Ancestral Rosé Brut Gilles Mansard
(90/100)

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