Biodinamica e Scienza

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Scusate ma non ce la faccio. Non riesco a tacere quando leggo certe affermazioni. Il magazine on-line Tre Bicchieri (chiaramente pubblicato da Gambero Rosso) ha dedicato un suo numero interamente ad Attilio Scienza. Tra tante cose condivisibili ed erudite, è stato anche riportato un articolo che in poche righe sembra volere fare piazza pulita dei produttori biodinamici. Secondo Scienza, “I produttori biodinamici sfruttano la percezione del rischio che avvertono alcune categorie di consumatori nei prodotti alimentari, che attivano per reazione un meccanismo che gli antropologi hanno battezzato “pensiero magico”. E ancora “la qualità intrinseca (…) così come quella sensoriale, passano in secondo piano, perchè il valore di quel vino è rappresentato solo dai contenuti simbolici. (…) Bere questi vini è talvolta un’esperienza traumatica”.

Devo ancora capire perché da parte di qualcuno ci sia tanto astio verso una intera categoria di vini e di persone. Io vorrei che la questione fosse invece analizzata senza preconcetti. Va bene la scienza (con la esse minuscola), ma non la demonizzazione dell’altro. Ci dicano tanti studiosi e tecnici, perché alcuni dei migliori vini del mondo sono in biodinamica. Mi spieghino perché sempre più produttori si stanno orientando verso la biodinamica. Mi spieghino perché, alla degustazione, i vini prodotti secondo queste tecniche sono spesso nettamente più puri, bevibili, digeribili, rispetto ad altri più convenzionali. Siamo tutti preda degli stregoni? Ma perché si continua a parlare male di qualche “cialtrone naturale” (ci sono anche qui, non abbiate paura), e non si vuole guardare ai grandi passi in avanti compiuti dalla viticoltura biodinamica? E perché non si parla dei miliardi (sì, ho scritto bene, miliardi) di bottiglie inutili, tecniche, banali, piene di una miriade di sostanza chimiche. Imbevibili e cattive.

Mi piacerebbe che ci fosse una reale comunicazione tra le due visioni del vino. Se continuiamo a demonizzare l’altro, ci rinchiuderemo ciascuno nel proprio guscio rassicurante e non daremo nessun contributo alla vera conoscenza.


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1 comment

  1. Andrea Rispondi

    Purtroppo quando le persone non arrivano a capire determinate cose, criticano senza ragione. I vini naturali, e quelli biodimamici ancor di più, vanno prima di tutto capiti. Chi si ferma ad analizzare solo il colore e i profumi (es: i vini naturali sono torbidi e puzzano) non riuscirá mai ad apprezzarli.