Che bella sorpresa l’Alta Langa Pas Dosé di Gancia

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Carlo Gancia era convinto che la terra piemontese non fosse adatta solo alle bollicine del moscato, ma pure agli spumanti fatti con lo stesso metodo che usavano i francesi nello Champagne, e dunque spinse a piantare anche lo chardonnay e il pinot nero. Storia dell’Ottocento. Anzi, storia del 1865, perché fu allora che i fratelli Gancia cominciarono a produrre lo Spumante Italiano: così lo chiamavano.

Col tempo il marchio Gancia, lo si sa, è diventato arcinoto. Dal 2011 appartiene a Rustam Tariko, il proprietario della Russian Standard Vodka. Nel 2018 è arrivata una svolta, che è di marketing e anche di sostanza.Dal lato del marketing, è stata lanciata quella nuova brand identity che ha preso il nome di Drink Beauty, e credo si possa tradurre come “bevi la bellezza”. Ha preso le mosse con un totale restyling delle bottiglie di metodo classico, oggi con coperture coloratissime e – aggiungo – un dettaglio che ho trovato molto utile, ossia una sorta di bottone al posto dell’anellino che si prende fra le dita per aprire la gabbietta. Magari ce l’avessero tutti, quante rogne in meno nella stappatura.

Dal lato della sostanza, la gamma degli Alta Langa di casa Gancia ha visto la new entry di due vini, un Brut Riserva 2006 120 mesi e un Pas Dosé 36 mesi. Io ho potuto assaggiare il secondo e dire “assaggiare” è improprio perché in realtà me ne sono bevuto di gusto un paio di bicchieri.

Tensione, sale, croccantezza di frutto (la mela verde, asprigna), succosità di fruttino (ribes bianco), una delicata memoria di vaniglia, un classicissimo accenno di crosta di pane per nulla invasivo. La sboccatura è recente e credo che un altro po’ di sosta in bottiglia possa ulteriormente giovargli. Bell’esordio.

Alta Langa Pas Dosé Cuvée 36 Mesi Gancia
(89/100)

 

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