I Banchi di Ciccio Sultano, galleria di bellezze

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È in piena forma Ciccio Sultano. La sua carica di positività sembra esplodere tra le parole e le mille battute lanciate qua e là. I Banchi non è semplicemente un format a prezzi più accessibili per raccogliere una maggiore fetta di pubblico. Il locale su strada del palazzo Di Quattro, nel pieno centro della bellissima Ragusa Ibla, è tanta roba.
Fa cultura del territorio, ma soprattutto ha saputo recuperare i bassi del palazzo con un restauro attento seguito dall’architetto Fabrizio Foti ed esaltarlo con una esposizione di quadri ed opere d’arte di artisti del posto, a forte impatto visivo ed emozionale. Tra questi il bravissimo Giovanni Robustelli di Vittoria. Ha mantenuto le vecchie mangiatoie in pietra nell’ultima sala, la più grande, dove c’è qualcosa di particolarmente divertente e coinvolgente allo stesso tempo. Le grandi lavagne sulle quali è stato rappresentato un pentagramma che musica, attraverso piccoli oggetti comuni, passaggi, pensieri, momenti della vita di Ciccio.
È il particolare che maggiormente catalizza l’attenzione in questo luogo nel quale impera la bellezza in piena coerenza con quanto si può ammirare girando per il borgo.
Si viene distratti del tutto solo quando arrivano al tavolo le arancine, sono tra le migliori che abbia mai provato. Indimenticabili e continui a desiderarle nel tempo.
I Banchi è piuttosto grande, ha 70 posti a sedere ed un’altra ventina nel grande tavolo giù in cantina. Dal ristorante si propone un’offerta di menù degustazione curato insieme allo chef e socio Giuseppe Cannistrà. Ma puoi mangiare anche alla carta, improntata sui sapori di Sicilia, con lunghe soste nel ragusano, seguendo l’impostazione del ristorante a due stelle Duomo.
Appena entrati è l’odore del pane ad accogliere, insieme alla vetrina sul “banco” del fornaio dove sono esposti una miriade di tipologie di pani locali impastati con i grani tradizionali del territorio, insieme alle varie scacce , focacce ripiene, tommasini, sfincione, bellissimi e golosi già solo a guardarli.
Superata la volta, è l’odore del caffè a tentare sul “banco” del bar insieme alla pasticceria dove spiccano i cannoli con ricotta di vaccina, come si usa nel ragusano, e i tanti dolci tradizionali.
Ai tavoli è possibile ordinare i piatti in menù, o i taglieri di formaggi e salumi o ancora spaziare nella ricchissima offerta della rosticceria.
C’è poi un’ampia scelta dalla cantina dove ritroviamo un vino “della casa”, Sghinga, prodotto per Ciccio da Paolo Calì.
Sono ormai tanti i prodotti a marchio Ciccio Sultano, dai formaggi, pecorino ragusano, piacentino ennese, alla pasta fatta in casa, uova e polli dall’azienda Aia Gaia, i prodotti dell’orto, il pane da grani tradizionali, la pasticceria, i panettoni artigianali. Insomma, l’estro e i saperi dello chef sono esplosi sulla spinta della grande energia che si coglie già dallo sguardo.
I Banchi è ristorante, putìa del pane e dei tanti prodotti o piatti da asporto, pasticceria, scuola di cucina, filosofia di vita, tempio del fare, galleria di bellezza.

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