Quando il vino rosa chiede l’esercizio della pazienza

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Considero i vini spagnoli della Rioja il perfetto esempio di cosa siano i vini della pazienza. Le migliori bottiglie escono di cantina a distanza di anni dalla vendemmia e maturano con lentezza suprema e anche quando la apri a distanza di anni e anni, il vino domanda tempo per concedersi pienamente. Ho presente un Rioja del ’59 aperto l’anno scorso, ha cominciato a essere buono il giorno dopo la stappatura. Sto parlando dei vini rossi. Rossi che chiedono pazienza al bevitore.

Non credevo che una simile propensione appartenesse anche ai Rosado, i vini rosa della Rioja. La scorsa estate avevo bevuto il Rioja Rosado 2018 di Bodegas Muga, uno dei grandi nomi della denominazione. L’avevo trovato buono, ma non mi aveva fatto impazzire. Siccome me n’era avanzata una bottiglia, l’ho aperta adesso, e mi ha fatto impazzire da tanto l’ho trovata buona. Anzi mi è venuto un po’ di dispiacere ad averla aperta perché probabilmente più avanti, anche fra un anno o due, sarebbe stata meglio. Hai capito cosa vuol dire fare vini rosa che abbiano spirito identitario? Ecco, questo è un Rioja perfetto, solo che è rosa.

Frutto compatto, acidità scattante, gastronomicità assoluta, volume importante. Non è mica facile trovare, insieme, tutte queste caratteristiche in un vino rosa. A proposito, il rosa era un corallo scarico, pallido, brillante, che nulla ha sin qui ceduto al passare del tempo. Le uve? In maggioranza garnacha con un saldo di viura (bianco) e tempranillo. Il prezzo, adesso. Sotto i 9 euro on line, in Spagna. Tanto di cappello.

Rioja Rosado 2018 Muga
(93/100)


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2 comments

  1. Lanegano Rispondi

    Sarei molto curioso però tredici gradi e mezzo non sono un pò tanti per un vino rosa…?
    Consiglio il ‘Corail’ di Chateau de Roquefort, un blend di grenache, syrah, cinsault, carignan, vermentino e clairette semplicemente delizioso.

  2. Dario Rispondi

    Pian piano ci stiamo convincendo che il vino rosa non è solo il vino “estivo” da bere perché fresco, anzi sono vini adatti anche all’invecchiamento, con “spirito identitario”.
    Sono davvero curioso di assaggiare qualche rosado spagnolo!
    Grazie dell’articolo!