Quando un vino rosso riscalda nelle sere brumose

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Quando scendono le brume, nel tardo autunno che già si sta facendo inverno, mi piace, la sera, il tepore che mi regalano i rossi che definisco “austeri”. Quelli che non si esprimono attraverso la forzatura del frutto, dell’alcol, del tannino, ma mi regalano piuttosto i sentori della terra, del sottobosco e delle foglie secche, e anche le vene rugginose, le manciate di spezie e gli odori delle scorze dell’arancia posate sulla stufa, come quand’ero bambino. Tra i vitigni che meglio mi esprimono questo senso di austerità c’è il sangiovese (e lo metto in questo al pari del nebbiolo). È proprio di un rosso austero che nasce dal sangiovese in Maremma che scrivo.

Il vino si chiama Poggio Valente, un igt della Toscana, annata 2016, sotto l’etichetta della Fattoria Le Pupille di Elisabetta Geppetti. Realtà che è nota per il Morellino, che ha portata alla ribalta internazionale, ma questo qui è un altro sangiovese. La vigna di Poggio Valente (le piante più anziane sono dei primi anni Settanta) sta a Pereta, che è una località di Magliano in Toscana, provincia di Grosseto, altitudine intorno ai 280 metri. Venne acquistata nel ’96. Leggo che l’idea di Elisabetta Geppetti era di “farne la culla del miglior sangiovese della Maremma”. Obiettivo ambizioso. Avendo nel mio bicchiere il risultato attuale, be’, credo di dovere un omaggio a quest’ambizione.

Avete presente quel che chiamano il pot-pourri? Ecco, dal calice traggo i profumi insieme delicati e complessi di questa mescolanza di fiori secchi – la viola, soprattutto -, di corteccia aromatica, di buccia d’agrume essiccata, di chiodo di garofano, di cannella in stecca. Poi, tracce di ruggine e di torba. Il tannino accompagna saldo l’assaggio. Un che di sale allunga e rischiara il sorso.

Se dovessi descriverlo con dei ricordi, aggiungerei a quelli che già ho detto le passeggiate tardo autunnali nel bosco, quando i colori vanno dall’ocra al bruno e il cielo, sopra, copre tutto con una coltre grigia e c’è il primo freddo che stimola il respiro e poi, d’un tratto, inatteso, s’insinua nella volta delle ramaglie un raggio di sole, che avvolge d’una luminosità dorata l’intrico, ed è giusto un attimo, magari, ma tale da cambiare il senso del camminare. Troppo poetico? Può darsi, ma provate a bere un sorso di questo vino. Di questo bel vino autunnale per la mia serata brumosa.

Toscana Rosso Poggio Valente 2016 Fattoria Le Pupille
(94/100)

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1 comment

  1. Luigi Sandri

    Se un vino sa evocare queste sensazioni ,tanto di cappello al vitigno,alla terra ed alla brava vignaiuola!

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