Era da molto che non assaggiavo un vino così classico, come mi si è rivelato questo Gigondas 2002 del Domaine Saint Gayan. Passatemi il termine, ma non saprei come altro definire questo vino che sembra arrivare da un’altra epoca. E forse idealmente ci arriva. Probabilmente molto del suo carattere arriva da un affinamento in botti grandi, che hanno contribuito a lasciarne intatto l’aspetto originario. Mi ricorda per certe note vegetali i Bordeaux degli anni ‘50 e ‘60, con più alcol sicuramente, ma con quel carattere rassicurante, nel quale nulla è esagerato. Una piccola nota rugginosa ci rammenta che siamo nel sud della Francia, sicuramente ha a che fare con la presenza credo abbondante di grenache. Per il resto siamo investiti da profumi di prugne, distillato di ciliegia e spezie. A dire il vero è al palato dove trova la sua giusta collocazione, tra delle note più calde e alcoliche che ricordano il cioccolato amaro, e degli aspetti più floreali che ci parlano di rose appassite e ciclamino. Il tannino è ancora vivo, quindi è da destinare a un cibo adatto. Bello il finale intriso di freschezza. Un vino d’antan ricco di fascino.
Gigondas 2002 Domaine Saint Gayan
(92/100)


