Vinitaly: come sentirsi a casa

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Mi rivolgo a tutti coloro che ancora ragionano col cuore e seguono il proprio istinto, perché capiranno cosa sto per dire. Dopo quattro giorni di Vinitaly, undici chilometri al giorno tra un padiglione e l’altro, al primo momento di pausa mi sono resa involontariamente conto di due cose. Prima: non sono mai entrata nello spazio interamente dedicato alla mia regione, il Veneto. Seconda: per tutti i quattro giorni ho concluso i miei giri nello stand della stessa cantina, con in mano un bicchiere dello stesso Primitivo di Manduria. Qualche minuto e ho capito il motivo: si ritorna sempre dove ci si sente a casa, dove il proprio cuore è. E il mio cuore era in quella azienda della provincia di Taranto, i cui vini mi hanno fatta innamorare, la cui accoglienza e dedizione verso l’ospite mi hanno conquistata e fatta, quindi, sentire nel posto giusto.

In una fiera così grande, che ospita migliaia di cantine, attirare l’attenzione dei visitatori è complesso. C’è qualcuno a cui viene naturale, altri che si aiutano con qualche assaggio e, infine, chi possiede un nome così conosciuto da farsi precedere dalla fama. Ma l’ingrediente vincente rimane la familiarità. Il farti sentire ospite di qualcosa di più grande, coinvolgendo i sensi, raccontando una storia. Per chi non è un esperto di vino come me, che si trova a vagare senza riferimenti, l’attrazione più grande rimane questa. Puoi decidere di spiegarmi tutte le caratteristiche organolettiche di ciò che sto bevendo, descrivermi il terroir e guardarmi storto perché sono giovane e credi sia lì solo per scroccarti qualcosa. E mi va bene, però poi raccontami com’è nato questo vino, raccontami della tua terra. Raccontami come la tua famiglia ha cresciuto la vigna con passione, raccontami di chi lo degusta e perché lo fa.

State certi  che il biglietto da visita non finirà nel primo cesto della spazzatura sui miei passi, ma che lo conserverò e che tornerò da voi alla prima occasione. Per questi motivi, un grazie speciale al Primitivo di Manduria dei Vigneti Calitro, Taranto, e al Monica delle Cantine Locci Zuddas, Cagliari.


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