Toh, i Bordeaux sono tornati bordò (e mi piacciono)

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Confesso che sono un bevitore convinto e abbastanza assiduo dei Bordeaux pre-Parker e che ho avuto qualche seria difficoltà con i rossi bordolesi degli anni Novanta e del nuovo millennio, più concentrati e alcolici e densi e muscolari e tannici e perfino cupi e quasi neri nel colore. Ma ora i Bordeaux stanno tornando color bordò luminoso e privo di cupezze nerastrre, finalmente, e questo significa anche uno stile meno muscolare. Insomma, sono tornati a piacermi parecchio. Mi è piaciuta, per esempio, l’annata 2017, da poco sul mercato, del Fronsac di Château La Vieille Cure, a netta prevalenza di merlot, com’è tipico dell’appellation, e il frutto si avverte.

Quella di Fronsac, nell’area bordolese, è una denominazione magari meno considerata rispetto ad altre più note e celebrate, ma ci si trovano gemme preziose, per chi cerchi soprattutto la finezza. Ecco, questa è la prerogativa principe della bottiglia della La Vieille Cure che ho acquistato insieme con altri rossi della stessa annata per verificare se gli “smart buys” consigliati da Wine Spectator fossero veramente acquisti che valessero la pena. Confermo, questo rosso, valutato 92 centesimi dalla rivistona americana, il suo rating lo merita in pieno (vedrete che per ma vale sostanzialmente lo stesso punteggio), così come giustifica in toto i 22 euro all’incirca che costa acquistandolo on line. Dico anche che sono convinto che sia un vino capace di percorrere indenne i decenni, con quella sua freschezza ben modulata e quel tannino saldo senza essere aggressivo.

Un vino classicamente bordolese, dotato di un’eleganza che rimanda agli anni belli dei vini di questo territorio. Credo che lo riacquisterò.

Fronsac 2017 Château La Vieille Cure
(93/100)

 

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3 comments

  1. Luigi Sandri Rispondi

    Non sembra che sia quanto accaduto anche con il Valpolicella?Anche qui si può far risalire agli anni 90 lo spartiacque con il passato.

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Esattamente, e probabilmente non ci si è amcora risvegliati da quel torpore.

  2. guglielmo Rispondi

    A un tiro di schioppo da Saint-Emilion e da Pomerol, i vini di Fronsac, specie i migliori, sono una bella sorpresa, specie a tavola (su una bella sella d’agnello), buoni da giovani e con una discreta capacità di invecchiare: di più, costano come un Bordeaux supérieur più o meno. Purtroppo bisogna andare a prenderseli là o spigolare i cataloghi dei négociants , generalmente snobbati dai distributori che cercano solo i crus classés. Chissà ora che Bordeaux comincia a soffrire davvero per la crisi commerciale