Questo è un bianco che merita il bicchiere

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Mettiamo che voi che leggete foste dei cattivoni che vogliono provare la mia preparazione enoica e io cascassi nel tranello e accettassi la prova. Mettiamo poi che mi versaste nel calice, alla cieca, questo vino e mi domandaste di che si tratta.

Ebbene, subito, appena annusato e appena assaggiato, penserei alla Loira, per quell’impronta solidamente “minerale” (uso le virgolette per non destare gli strali di chi sostiene, sbagliando, che un vino non può essere “minerale”). Però subito dopo mi verrebbe un dubbio, ché qui non c’è né il carattere dello chenin blanc, né il frutto tropicaleggiante o la vena officinale del sauvignon blanc. C’è invece il sale a ondate, a folate.

Perbacco, vuoi vedere che siamo più a sud, accanto al mare? Ma dove, nella Francia, ché semba un vino d’impronta francese? Eh, no, non c’è a sud, in Francia, un bianco che abbia quest’indole salmastra eppure anche questa traccia mineraleggiante e questa vena officinale.

Vuoi vedere che siamo vicini alla Francia, ma non è Francia? Liguria forse?

Sì, Liguria. Pigato della Riviera Ligure di Ponente. Le Russeghine 2015 dell’azienda agricola Bruna. Buonissimo.

Ecco, tutto quel che ho scritto sopra è per dirvi che se ne trovate una bottiglia, compratela a occhi chiusi.

Riviera Ligure di Ponente Pigato Le Russeghine 2015 Bruna
(90/100)

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