Pruviniano, quanto la cantina sociale si fa elegante

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Quella faccenda del Manzoni che andò a sciacquare i panni in Arno mi è rimasta nella testa dai tempi della scuola. Insomma, lui era convinto che il bello scrivere in italiano dovesse adattarsi alla lingua fiorentina, una cosa del genere.

Mi torna in mente quando penso alla classicità dei vini della Valpolicella, che dalla fine degli anni Novanta la classicità – come dire – “classica” sono andati smarrendola, attratti dalle sirene procacciatrici di quattrini dello stile internazionale, che è fatto di muscolo e palestra. Da un bel po’ sostengo dunque che i panni del classicismo valpolicellese se si vuole sciacquarli occorre andare a farlo nella valle di Marano, che a mio avviso, oltre che la più bella paesaggisticamente fra le vallate della zona, è anche quella dove si ritrova maggior fedeltà ai canoni della miglior tradizione, fatta di vini sapidi e bevibili e perfino eleganti.

Ci ripensavo di nuovo qualche sera fa quand’ho avuto nel bicchiere i vini della nuova linea che ha messo sul mercato la Cantina Valpolicella Negrar, colosso cooperativo del territorio valpolicellese, che ha preso a lavorare separatamente le uve che vengono dalla valle di Marano, lontana appena tre o quattro chilometri da quella “natia” di Negrar, eppure così diversa. Perché se Negrar è la patria da sempre del corpo e della potenza, Marano si distingue invece per finezza e bevibilità. Bella sfida per dei negraresi andare a fare vino in terra maranese. Lingua viticola diversa, stile vinicolo diverso. Tant’è che Daniele Accordini, enologo e direttore generale della Cantina Valpolicella, nonché negrarese fino al midollo, ha confessato che pensava d’averli sbagliati i primi vini fatti nell’altra valle. Invece.

Invece il Valpolicella Classico Superiore Pruviniano 2015 è una delle più belle sorprese che mi sia capitato d’incrociare da quelle parti negli ultimi anni.

Pruviniano è il nome che la Cantina ha deciso di dare ai tre vini che fa nei 47 ettari che gestisce nell’alta valle di Marano. Un Superiore, un Ripasso, un Amarone. Il Superiore, dicevo, m’ha proprio affascinato. Ha colore leggero. Ha la ciliegia netta, succosa. Ha freschezza e scatto e sale. Ha tessitura tannica sottile. È molto valpolicellese, è molto classico, è molto maranese. Se dovessi usare un solo aggettivo, direi che è elegante.

Valpolicella Classico Superiore Pruviniano Domini Veneti 2015 Cantina Valpolicella Negrar
(94/100)

 

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