Palistorti, una piccolo grande classico

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Terra, terra nera, torba. Qualcuno si ostina ancora a sostenere che la mineralità non esiste? Be’, provi a dare un’annusata a questo vino e a descriverlo con canoni diversi da quelli del minerale, perbacco. Sì, certo, poi vi potrei raccontare dei frutti e dei fruttini, che ci sono e che sono di cristallina lucentezza, ma preferisco invece seguitare col dire della tensione che manifesta questo rosso, e dei tannini, che hanno insieme vigore e finezza, e della freschezza e della beva. Insomma, questo qui è un rosso fatto apposta per chi predilige i rossi che parlano con l’accento dei luoghi. A me piacciono i vini che parlano dialetto, figurarsi se non mi ci trovo bene.

Il Palistorti della Tenuta di Valgiano è una sorta di piccolo grande classico della Lucchesia e anche un piccolo grande classico della biodinamica italiana e dunque un vino che non può mancare nella cantinetta di chi vuol bere i piccoli grandi classici. Se lo conoscete, avete presente quel che intendo. Se non lo conoscete, con una ventina di euro (on line) potete cavarvi lo sfizio, e credo che saranno soldi ben spesi.

Colline Lucchesi Palistorti di Valgiano 2017 Tenuta di Valgiano
(93/100)

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