Il mio vino rosso dell’anno viene dalla Languedoc

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Il mio vino rosso dell’anno viene dalla Languedoc, sud ovest francese. Lo metto al primo posto non già perché sia in assoluto il miglior vino che ho bevuto nel corso del 2018 (ne ho bevuto altri di molto, molto buoni), ma perché in termini di rapporto fra qualità (altissima) e prezzo (contenuto) lo trovo pressoché inarrivabile.

Si chiama Le Chant des Pierres, l’annata è la 2016, e lo fa Château Roumanières, che sta a Garrigues, microscopico comune francese di circa centosettanta abitanti nel dipartimento dell’Hérault, regione dell’Occitania. L’appellation è Coteaux du Languedoc, sottozona Grés de Montpellier, istituita nel 2003. La cantina fa parte della federazione transalpina dei vigneron indépendant.

Ottanta per cento di syrah, il resto mourvèdre, sfodera un frutto compatto, croccante, appagante, avvincente, intriso di erbe officinali, il timo, l’origano, e poi freschezza e sale e un tannino saldo ma fine. Il colore è profondo, eppure brillante. Potenza e beva insieme, trovando un equilibrio che pare impossibile. Per me, buonissimo, a prescindere dal prezzo. Se poi ci mettete che on line si trova a 13,13 euro credo sia da comprare subito, come ho fatto io, che l’ho preso per curiosità, su Vinatis, vedendo che aveva avuto le tre stelle e il coup de coeur dalla guida Hachette (e tre stelle e coup de coeur sono il top assoluto della valutazione di quella guida francese).

Coteaux du Languedoc Grés de Montpellier Le Chant des Pierres 2016 Château Roumanières
(94/100)

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2 comments

  1. Luciano Ramella Rispondi

    Carcassonne, appena entrati nelle rifatte mura della Citè, c’è, o almeno c’era, una splendida enoteca. L’incontro mi ha permesso di apprezzare i vini del Languedoc- Roussillon, che ancor oggi considero paragonabili, nelle loro migliori espressioni, ai grandi Bourgogne e Bordeaux. Sicuramente nella qualità, meno nel prezzo. Buon 2019.

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Grazie del ricordo. Buon 2019.