I migliori assaggi a Benvenuto Brunello 2019

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Il sole ha baciato l’edizione numero 27 di Benvenuto Brunello, rendendo ancora più straordinario l’appuntamento con questa anteprima imperdibile, che conclude il giro affannoso di anteprime toscane. Montalcino si conferma sempre più un luogo del vino in grado di fare grandi cose, lo confermano i numeri dell’edizione 2019 che ha visto darsi qui appuntamento oltre 3000 winelover e operatori del settore, almeno 300 giornalisti arrivati da tutto il mondo e una lunga lista di attesa tra i prenotati ai banchi degustazione. Anche l’incontro voluto con i cugini d’oltralpe, mettendo a confronto i grandi vini rossi francesi con il Brunello di Montalcino, ha evidenziato quanto questo comparto produttivo sia sinonimo di eccellenza per chi vuole bere bene.

Si sapeva che l’annata 2014 avesse sfidato in maniera sfrontata le abilità di enologi e produttori per l’andamento climatico poco favorevole, tanta la pioggia e il freddo pungente. Nella complessità i Brunello si sono mostrati ancora incerti, a tratti scarni e più che mai hanno bisogno che il tempo dica la sua. In casi di emergenza si ricercano le risorse più recondite, come distaccarsi dai canoni soliti di lavoro e ricorrere all’uso di un 15% di vino di altra annata, possibilità prevista dal disciplinare di produzione. Non sono mancati gli assaggi interessanti e anche i fuori classe. È andata in maniera diversa per la Riserva 2013 che rimanda con fierezza i caratteri di uno dei rossi più celebri al mondo, con una personalità incisiva e territoriale.

Il Consorzio, guidato dal presidente Patrizio Cencioni (qui l’audio della mia intervista a Cencioni per Radio Siani durante Benvenuto Brunello), in questo territorio sta lavorando egregiamente, accompagnando la continua ascesa del Brunello e uno sviluppo dell’enoturismo veramente invidiabili. Di grande impatto è stato l’incontro al Teatro degli Astrusi con Alex Zanardi che ha sottolineato con la sua solare pacatezza come si cerchino risorse preziose nei momenti difficili, accomunando la propria esperienza a quella della vite e delle difficoltà imposta dal clima. Così come la passione per ciò che si fa riesca a sorprendere e a divenire un motore potentissimo. Ha disegnato lui la formella celebrativa della vendemmia 2018 alla quale sono state assegnate quattro stelle e la positività del suo animo nobile si ritrova nell’aver idealizzato un approccio alla vita solare e in continua movimento, rappresentato da un cielo stellato e dal buon auspicio dell’arcobaleno sopra le vigne.

Per quanto il giudizio sui vini possa essere oggettivo tra enoappassionati e giornalisti, comunque ognuno poi rivela le sue preferenze.

Questi gli assaggi che mi sono maggiormente piaciuti tra i Brunello 2014:

  • Palagetto
  • Paradiso di Montalcino
  • Petroso (90/100)
  • Poggio Landi
  • Poggio di Sotto (90/100)
  • Tenuta San Giorgio
  • Poggio Lucina
  • Renieri
  • San Lorenzo (90/100)
  • Sassodisole
  • Sesta di Sopra (90/100)
  • Tenuta di Sesta (90/100)
  • Tenuta Le Potazzine
  • Terre Nere Campigli Vallone
  • Tiezzi (94/100)
  • Barbi
  • Baricci (90/100)
  • Bonacci
  • Camigliano
  • Capanna (90/100)
  • Caprili
  • Castiglion del Bosco
  • Ciacci Piccolomini d’Aragona
  • Col d’Orcia (90/100)
  • Cortonesi
  • Donatella Cinelli Colombini
  • Fattoi
  • Fornacella
  • Il Marroneto (90/100)
  • Il Pino Fattoria del Pino
  • Lambardi
  • Lisini (90/100)

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