Martin Abraham e i rossi dai toni delicati

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Nel gran discorrere che si fa in giro sui concetti di sostenibilità delle pratiche vinicole e sulla naturalità del vino, troppo spesso – o quasi sempre – si finisce per far prevalere l’impuntarsi sulle questioni tecniche (anche decidere di far fermentare il vino senza utilizzare lieviti selezionati, alla fin fine, è un’opzione di processo), piuttosto che sul significato culturale o filosofico della scelte che i singoli vignaioli vanno a intraprendere. Per questo mi piace quel che leggo sul sito della cantina di Martin Abraham, vignaiolo ad Appiano sulla Strada del Vino, Alto Adige. “Sostenibilità – dice – significa per noi intendere la vita con umiltà. Senso di responsabilità nella famiglia e nel lavoro e libertà di pensiero sono le basi autentiche del progresso. L’upupa, con l’armonioso e superba bellezza del suo piumaggio, è il simbolo di questa concezione”. Perché, appunto, un’upupa fa da simbolo ai suoi vini sull’etichetta.

Non conoscevo i vini di quest’azienda nata solo una manciata di anni fa e devo dire che è stata per me una delle più belle scoperte del Mercato dei Vini della Fivi. In particolare, mi sono piaciuti il Pinot Nero e la Schiava, che rispondono pienamente e felicemente a quella mia idea di vini che mettano insieme beva ed eleganza, che siano solo in apparenza semplici, ma che in realtà abbiano tanto da raccontare, senza però le inutili pesantezze marmellatose o tanniche.

Ora, ecco i vini che ho assaggiato e che mi pare escano sotto l’igt Weinberg Dolomiten.

Vernatsch 2013
Una Schiava che urla tradizione. Chiara nella tonalità, di quel rosa-granato che piace a me quando ho nel bicchiere una Schiava. Speziatissima, vibrante, chiama la tavola e la condivisione della bottiglia.
(86/100)

Blauburgunder 2013
Il Pinot Nero, e ancora quella colorazione leggera e traslucida che adoro. Ha fruttino minuto e fittezza di spezie e beva dinamica e quel che più mi piace è che sa essere insieme gioviale ed austero.
(89/100)

Blauburgunder 2014
Mi diceva Martin Abraham che questo Pinot Nero, che ho assaggiato da vasca, sarà in bottiglia a Pasqua. Consiglio l’escursione pasquale ad Appiano, perché è un rosso splendido, per la mia idea di vino.
(92/100)

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