Mariangela Parrilla, e il Cirò non smette di stupire

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Siete alla ricerca di “cose nuove” nel mondo del vino italiano? Bene, allora segnatevi questi due nomi, perché ne sentirete molto parlare in futuro: Mariangela Parrilla e Tenuta del Conte. Lei, dal 2011, è la persona che fa il vino, e si dichiara discepola di Francesco De Franco, leggasi ‘A Vita. L’altro è il nome dell’azienda di famiglia. Le vigne, coltivate secondo i criteri bio, sono tra Cirò e Cirò Marina, Calabria ovviamente. La cantina è a Cirò Marina e ci si seguono pratiche che guardano al “naturale”, e dunque fermentazioni spontanee e lieviti indigeni in evidenza.

Trentamila bottiglie in tutto, leggo sull’aureo librino che Giorgio Fogliani ha dedicato alla realtà vinicola cirotana, e in particolare per descrivere i vini della Tenuta del Conte lui ha usato gli aggettivi “rifiniti, espressivi e originali”. Concordo. Aggiungo che sono vini che lasciano il segno, estremamente personali e caratteriali, per taluni versi perfino innovativi nello stesso contesto di quella Cirò Revolution che ci ha già regalato cose magnifiche.

I vini li ho assaggiati e mi hanno colpito – o forse dovrei dire impressionato – per la loro radicale essenza territoriale. Mariangela, poi, mi ha garantito che dopo aver cambiato i vini cambierà anche le etichette, e spero avvenga presto, perché quelle attuali a mio avviso non rendono giustizia al contenuto, ma è un solo un dettaglio minimale.

Qui di seguito dico due cose di ciascun vino assaggiato. Ripeto, vi consiglio di segnarvi il nome, perché Mariangela Parrilla e la sua Tenuta del Conte promettono grandi cose e le promesse sono del resto già oggi concretamente mantenute e ho avuto comunque netta la percezione d’una concreta chance di un ulteriore crescita. Insomma, mi pare che il viaggio sia ancora all’inizio (ed è un gran bell’inizio).

Cirò Bianco 2017 Tenuta del Conte
Tutto greco bianco. Ha il colore della paglia bruciata dal sole dell’estate. Vino salmastro, marino, fresco, anche a tratti vagamente officinale, di buona solidità e però contemporaneamente di gratificante beva. (87/100)

Cirò Rosato 2016 Tenuta del Conte
Tutto gaglioppo. Esce piuttosto tardi questo consistente rosato dalle spalle possenti che resta lungamente, mesi, sulle sue fecce fini e non ha poi chiarifiche e ha solo grossolana filtrazione e richiede attenzione e ascolto. Insomma, è da bicchiere serio. (90/100)

Cirò Rosso Classico Superiore 2013 Tenuta del Conte
Rusticamente terroso, ha una trama tannica di spessore. Eppure questa fittezza di tannino trova compensazione d’immediato e poi a lungo nella sensazione officinale, la quale sospinge l’assaggio verso successive, eleganti percezioni floreali. Giovane, molto. (89/100)

 


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