Macché degustazione, questo Raboso è da bere

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Ecco, questo è uno di quei vini che si possono e si devono valutare con un unico metro di riferimento, quello della piacevolezza. Insomma, lo versi nel bicchiere, lo bevi e dici: “Bello, bello, bello” e già ti viene voglia di un altro sorso e magari di un altro boccone di pane o di pizza o di pasta. Poi, però, se lo porti a una degustazione di quelle canoniche, magari saltano fuori magari mille obiezioni. Dove sta l’errore? Ovvio, l’errore è quello di portarlo a una degustazione. Questo è un vino strepitoso per la tavola, per il cibo, per la compagnia, per la chiacchiera. Altro che canoni degustativi.
Opperbacco, non ho ancora detto che vino è. Si tratta del Raboso Frizzante di Bellese, società agricola di Roncadelle di Ormelle, nel Trevigiano, zona del Piave. L’ho ribevuto al Mercato dei Vini della Fivi. Ho detto bevuto.
Il vino è un igt del Veneto. La zona di produzione è quella di Salgareda, nella Piana del Piave, Basso Trevigiano. Il terreno è quello depositato dalle alluvioni del fiume. Le vigne del raboso Piave sono allevate col metodo Bellussi, che è tipicamente locale.
L’uva viene diraspata. Si fa una leggera macerazione delle bucce per 4-5 giorni e poi si pressa in modo soffice. Il mosto fermenta in inox e a fine fermentazione il vino viene tenuto in cemento per un paio di mesi. Poi viene effettuata una leggera filtrazione e si riversa in acciaio per la presa di spuma col metodo Martinotti.
Dopodiché, eccolo nel calice. Rubino luminoso, denso di fruttini rossi (la marasca, acidula, come piace a me). Va giù che è un piacere.
“Nel mondo delle fiere – mi confessa Désirée Pascon Bellese -, spesso mi sento dire che i nostri vini sono troppo esili, troppo poco ‘vinoni’. E io niente, a testa bassa a spiegare che è proprio questo il loro miglior pregio: la facilità di beva, senza per questo esser scontati, almeno lo spero”.
Bravi, avanti.
Veneto Raboso Frizzante 2015 Bellese
(88/100)

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