La Brexit e il Prosecco che vale come la Francia

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Il primo ministro britannico Theresa May ha scelto, la Brexit sarà senza compromessi. Il Regno Unito se ne andrà del tutto fuori dall’Unione europea, e dunque anche dal mercato unico e dalla Corte di giustizia europea. Così nel mondo del vino ci si sta seriamente interrogando su cosa potrà accadere, perché quello inglese non è mica un mercato da poco, anzi. Il Regno Unito, secondo i dati della Wine & Spirit Trade Association, è il secondo maggior importatore di vino per volume e per valore, rispettivamente dietro alla Germania e agli Stati Uniti, e il 55% del vino importato dai britaniciviene dall’Unione europea.
Ora, la risposta al quesito di cosa succederà è molto semplice: boh? Nel senso che nessuno sa fare previsioni. Dipende da eventuali accordi che si andranno a sottoscrivere, dalle politiche fiscali del governo britannico, dall’andamento della sterlina, da parecchi fattori insomma. Però non c’è pessimismo, e come dice il magazine Decanter, non tutti i distributori si aspettano un incremento dei prezzi, almeno nel breve termine (del resto, la sterlina ha già scontato da lungo tempo l’effetto Brexit, dico io).
“Speriamo almeno – scrive Chris Mercer su Decanter – che possiamo evitarci la meschinità delle chiamate ai britannici per boicottare i vini francesi o – certamente no – perfino il Prosecco”. E quest’annotazione dice due cose. La prima, che gl’inglesi ormai al Prosecco non riescono proprio a rinunciarci. La seconda, che in Inghilterra il Prosecco gode di una percezione forte almeno quanto quella della Francia vinicola. Chi se lo sarebbe mai aspettato?


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