Sul mio visino, un sorrisino

prosciutto

Ho fame. Secondo me sono queste le prime parole che ho pronunciato al posto di mamma. Quando lo stomaco borbotta, non ho molta autonomia, è un allarme che indica il mio spegnimento a breve.
Sono a Malo con un amico alle due del pomeriggio e dobbiamo pranzare. Il primo locale che mi è stato consigliato è chiuso. Il secondo non l’ho sperimentato e mai lo farò perché l’accoglienza ricevuta non è stata accoglienza.
A me la sensazione di essere di troppo non piace per niente.
Girovagando in cerca di cibo abbiamo scovato Il Cicheto, uno stanzone con tanti tavoli e un biliardo. Affamata e decisa a soddisfare la mia priorità sono arrivata al bancone nel tentativo di commuovere il brav’uomo che era lì dietro. Scelta azzeccata!
Saperci fare vuol dire questo. Ascoltare la mia richiesta, chiedermi la preferenza tra un panino o una bruschetta, scusarsi in anticipo per la prevista attesa di una decina di minuti e servirci al tavolo un panino caldo con dell’ottimo prosciutto crudo e una buona birra bianca non filtrata. Intanto gli arzilli signori dai capelli bianchi, distribuiti fra tavoli e biliardo, giocavano chi a carte, chi a carambola mentre sul mio visino si apriva un sorrisino, mangiando. Non ho potuto fare a meno di scrivere due righe. C’ho proprio gusto a recensire le persone a modo!


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