Ecco il ProWein, e sapremo se le fiere hanno un futuro

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Ecco, ci siamo, è arrivato anche il momento del ritorno del ProWein, la fiera vinicola di Düsseldorf, la più internazionale di tutte. Sarà la prova del nove, la cartina di tornasole. Prima di Vinitaly scrivevo che quella veronese sarebbe stata “la partita della vita per le fiere del vino“, perché si sarebbe incominciato a capire se le fiere del vino abbiano o meno un ruolo da recitare negli anni che verranno. La partita di ritorno si gioca in Germania.

Le mie aspettative si leggono in un lungo pezzo pubblicato ieri dall’agenzia Adnkronos e da Vendemmie: “Dopo due anni di assenza forzata – dicevo –, era ed è importante verificare se le grandi fiere siano ancora nodali per l’industria del vino. Vinitaly ha richiesto un importante plus in termini di preparazione rispetto al passato, ma l’esito è andato oltre le aspettative. Da un osservatorio marcatamente internazionale come ProWein occorre comprendere se il sistema fieristico sia in grado di riassumere la passata centralità, recuperando gli spazi erosi dai nuovi canali di promozione, soprattutto digitali, affermatisi durante la pandemia. Stante che le risorse non si possono moltiplicare, dovremo ancora investirne una parte molto rilevante nelle grandi fiere, oppure dovremo riallocarle sui nuovi canali? Questo è il quesito da cui ci aspettiamo risposte a Düsseldorf”. È esattamente così che la penso.

La mia impressione è, che pur per certi versi ammaccate, le fiere possano recuperare la loro centralità. È vero, durante la pandemia si sono sviluppati nuovi canali di promozione e di distribuzione del vino, grazie agli strumenti digitali. Ma durante la pandemia non c’era la possibilità di effettuare incontri in presenza. Il digitale svolgeva dunque un ruolo sussidiario, sostitutivo. Appena si è tornati in presenza, sono riesplosi gli eventi. Prima il Mercato dei Vini della Fivi, che a Piacenza ha di nuovo fatto l’en plein, poi tutta un’altra serie di manifestazioni, fino a WineParis, a Vinitaly e ora a ProWein. Perché, come ho ribadito un mesetto fa nel corso di una tavola rotonda organizzata a margine di Vinifera, a Bolzano, il vino è inevitabilmente una faccenda “analogica”. Insomma, va bene la possibilità di acquistare on line, ma soprattutto il vino devi avere la possibilità di assaggiarlo, e quindi gli eventi “in presenza” sono essenziali. Per gli operatori e per il pubblico.

Chiaro, è solo una mia impressione. Sono curioso – e interessato – di vedere come va ProWein. Soprattutto, come va in un periodo infelice, dato che la fiera tedesca è stata riprogrammata decisamente molto avanti nella stagione, quando i contratti sono già stati sostanzialmente sottoscritti. Sarà giusto qualcosa di simile a una grossa rimpatriata fra gente che non si vede da tempo, proveniente da mezzo mondo (l’altro mezzo è in guerra o tuttora alle prese con la pandemia che non molla) oppure sarà comunque l’occasione per sviluppare nuovi affari e per rimarcare l’importanza della trattativa “fisica”?

La “lettura congiunta” degli esiti di Vinitaly e di ProWein sarà fondamentale per l’industria del vino. Non già e non tanto per stabilire quale delle due fiere concorrenti sia andata meglio o peggio, quanto per capire se le fiere e gli eventi siano ancora lo snodo del commercio del vino, a tutti i livelli, in tutto il mondo. La medesima “lettura” sarà essenziale per chi organizza gli eventi del vino, dal piccolo mercato locale alla grande fiera, perché bisogna comprendere se e come modificare gli assetti delle manifestazioni rivolte agli operatori e al pubblico. Insomma, a Düsseldorf non ci si va assolutamente in gita. Bisogna andarci pronti a cogliere i segnali che arriveranno. Un po’ come era successo a Vintaly. Chi si era preparato bene al ritorno delle fiere, ha lavorato moltissimo. Chi ha avuto un approccio meno proattivo è stato lì a girarsi i pollici. Ecco, una cosa è certa, ossia che non è più tempo di andare agli eventi del vino impreparati, contando sulla fortuna, e questo vale per i produttori, per gli operatori, per chi fa comunicazione e anche per il pubblico.


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