Il piacere del particolare, l’Amarone Riserva

RISERVA

Dell’appena conclusa Anteprima Amarone m’è piaciuto molto un dettaglio: l’aumento, sui banchi dei produttori, degli Amarone attualmente in vendita. Da cinque edizioni, si sa, oltre all’annata in “anteprima” – presentata di anno in anno sempre più “da botte” – se ne può portare un’altra a scelta.
Presentare l’annata in commercio mi è parso un bel segnale, rafforzato anche dal fatto che oltre una quindicina di queste annate in parallelo erano Amarone Riserva. Il top della produzione, insomma.
Lasciando nella culla il neonato in fasce – l’annata 2013 – finalmente si può assaggiare un bel po’ di bottiglie rintracciabili e in cui il lavoro del tempo inizia a dare frutto in termini di finezza, equilibrio, bevibilità.
“L’Amarone con la specificazione Riserva deve essere sottoposto a un periodo d’invecchiamento di almeno 4 anni a partire dal 1° novembre dell’anno della vendemmia” si legge nel Disciplinare di produzione, ma la maggioranza di chi lo produce preferisce un tempo di affinamento maggiore. Qui un breve viaggio tra le “Riserve” assaggiate.
Zymè, Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2006 La Mattonara – in commercio
Celestino Gaspari cesella come oro, questo liquido odoroso che offre tannini setosi, un incedere gustativo avvolgente e morbido. Beva da brivido, che chiude in un finale lunghissimo e rinfrescante.
Tenuta Salvaterra, Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2007 Cave di Prun – in commercio
Bacche di sambuco e ciliegia in composta per una beva succosa equilibrata e piuttosto fine. L’azienda, che recentemente ha cambiato proprietà, intende investire molto nei vigneto di Prun da cui vengono le uve per quest’Amarone Riserva. La stoffa, indubbiamente c’è e chissà che cosa ci riserverà, con l’intervento di Beppe Caviola.
Cà La Bionda, Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2008 Vigneti di Ravazzol – in commercio
Sette anni di affinamento in botte grande e una sessantina di quintali d’uva per ettaro (e raccolta da vigne di almeno cinquant’anni) si condensano in non più di 4000 bottiglie. Si dice che “croccante” non sia un aggettivo da attribuire a un vino, soprattutto se maturo. Ebbene, qui lo dico: croccante, fresco, con bella struttura della beva. Godibilissimo.
Tezza, Amarone della Valpolicella Valpantena Riserva 2009 Brolo delle Giare – in commercio
Eleganza e potenza s’incontrano in quest’Amarone che ha note scure di grafite, tabacco e cioccolato. Tratti che – mi racconta Vanio Tezza – ritroveremo più integrati e misurati proprio nel Riserva 2013 – presentato in anteprima – che affinerà, diversamente da questo, in legni grandi da 7,5 hl. Nell’attesa – se ne parla nel 2020 – mettiamo volentieri questo 2009 in cantina.
Domini Veneti Amarone della Valpolicella Cl. Riserva 2010 Mater – in commercio
Quest’Amarone esprime al massimo grado l’eccellenza dell’annata – tutti i 2010 assaggiati all’Anteprima li ho trovati molto buoni. Possiamo discutere se far vino abbia a che fare con l’Arte. Qui mi sembra che si possa dire, tanto è cristallino l’equilibrio tra frutto, freschezza e morbidezza. Un nettare che nella sua misurata potenza t’invita al brindisi. Vino della festa. E l’etichetta splendida di Gianni Burato fa il resto.


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