Screwcap Wines, m’interrogo sul Coteaux de Béziers

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Ecco, lo ammetto, questo è uno di quei vini che possono far vacillare la mia granitica convinzione sulla superiorità della chiusura a vite. O forse è la conferma che i tappi a vite non sono tutti uguali e bisogna prenderci la mano, scegliendo le membrane più adatte al singolo vino. Perché questo vino, in sé, è buono, ma appena versato, è apparso un po’ riottoso, chiuso. Insomma, quando l’ho aperto non mi è sembrato quella “véritable bombe de fruits!” – una vera bomba di frutti – promessa dal sito internet su cui l’ho comprato.

Dico che probabilmente è questione della tappatura perché in effetti poi pian piano nel calice sono arrivate la pesca bianca e l’albicocca e l’uva spina, e anche qualche traccia floreale, e soprattutto una freschezza vivace e nervosetta che rende gradevole e dissetante il sorso. Ma ci è voluto un po’, ci è voluta aria.  Il prezzo, in ogni caso, è abbordabilissimo, visto che viene 7 euro on line e dunque l’acquisto è ripagato, soprattutto se la bottiglia fosse destinata a una torrida serata estiva con il prosciutto e il melone nel piatto.

Il produttore è grossino, una cooperativa che gestisce 1.200 ettari di vigna e fa più di 3 milioni di bottiglie complessive.

Coteaux de Béziers Jardin des Charmes Viognier-Grenache 2016 Alma Cersius
(80/100)


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