Cic ciac ciuf ciuf

mare

Mamma andiamo al mare? Mamma andiamo al mare? Mamma andiaaamoooo“? Oddio che “beeep”! Piove, ma chi c’ha voglia di uscire di casa? La mia treenne insiste perché la pioggia è meravigliosa, riempie le buche d’acqua così lei può indossare gli stivaletti e fare cic ciac. Io no, non ho voglia di fare cic ciac, vorrei soltanto buttarmi sul divano e addormentarmi.
Però vince la treenne perché sono la mamma e questo tempo è il suo. Le risate dei salti nelle pozzanghere ripagheranno la stanchezza. Il karma risponde a ogni buona azione perciò in mezzo alle nuvole, si vede uscire un po’ di sole.
Stare fuori, oggi, sento che mi fa tanto bene. Ringrazio la mia piccolina.
Il mare è agitato e si sente da lontano. Le onde che sbattono contro gli scogli saltano, schizzano, volano, e poi tornano giù. Lo sciabordio produce un suono che mi rallegra il cuore. C’è un’energia potente in quest’acqua che ci rincorre e bagna i piedi.
Corriamo verso il mare e poi saltiamo per evitare che le onde ci arrivino alle ginocchia. Quante risate, che libertà. Lo scivolo è pieno di sabbia ma noi siamo vestite per giocare e scivoliamo lo stesso. Una, due, tre volte, ho smesso di contarle.
Facciamo il trenino sulla spiaggia, io sono la locomotiva, lei un vagoncino appeso dietro. “Ciuf ciuuuf ciuf ciuuuf sono il treno serpentello che si muove senza ombrello“. E giù a ridere. “Sono il treno piccolino con la coda a pesciolino” e via così, fino al suo dire: “Mamma, ora basta” perché le sue gambette non ce la fanno più.
Aveva ragione lei. Torno a casa felice, piena di nuova energia e tanta sabbia nelle scarpe.