Usare il vino per interpretare una regione si può

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La frase l’ha detta una wine writer americana a proposito della California, ma vale per il Veneto, per il Piemonte, per la Toscana, insomma, per ogni territorio del vino. “Uso il vino come un veicolo per osservare che cos’è la California. Il vino insiste su ogni aspetto della vita dello stato: la sua economia, l’ambiente, e la politica. Racconta tutta intera la storia della California”. Così ha detto. Ecco, io credo che questa sia la maniera giusta per “leggere” il vino e il suo mondo. La chiave di lettura, come si usa dire. Il vino come metafora.

La giornalista statunitense che ha raccontato quanto ho riportato sopra è Esther Mobley, che scrive di vino per il San Francisco Chronicle e che l’anno scorso è stata decretata wine writer of the year dal Louis Roederer International Wine Writers Awards. Che è il premio che chiunque scrive di vino vorrebbe ricevere, credo, così come penso che chiunque tiri calci a un pallone sogni la nazionale. Le frasi però non le ho prese da un suo pezzo, bensì dall’intervista (una bella intervista) che le ha rivolto Ted Gioia per Forktongue. Sì, quelle frasi mi sono proprio piaciute, e descrivono un approccio alla scrittura – e al pensiero – del vino che mi pare sia prettamente di scuola americana. Perché anche la scrittura del vino parla lingue diverse.

 

 


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