L’Auberge du Cep, che bella cucina nel Beaujolais

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Se andate nel Beaujolais, non perdetevi l’occasione di cenare all’Auberge du Cep, affacciato sulla piazzetta della chiesa di Fleurie. Segnatevelo, quest’indirizzo. Ci ho fatto una delle cene più piacevoli che io ricordi.

La forza di questo locale è proprio la cucina, e solo la cucina. Voglio dire che, appena entrati, non vi sembra di essere in un ristorante stellato dalla guida Michelin, perché, sì, questo posto ha la stella Michelin, ma pare un ristorantino di provincia da pranzi di cresima degli anni Settanta o magari la sala colazioni di un alberghino dell’Adriatico, con la moquette rossa per terra, le seggiole con lo schienale foderato dal velluto color indaco, le tende a rigoni sgargianti alla finestra, i tavolini da bar, qualche quadretto e un paio di mobiletti così così e una vecchia traccia di umidità ridipinta sul soffitto. Insomma, qui non è certamente la forma a garantire il riconoscimento della critica. Frivolezze zero. Anzi, sotto lo zero. Ma la cucina, ah, la cucina è invece solidissima e avrei una gran voglia di tornare ad assaporarmela e vi ripeto che se passate da là non dovete farvela scappare per nulla al mondo. Bravo Aurélien Merot (lo chef è lui). Anzi, come dicono in Francia, bravó.

Leggo che il cuoco, quest’Aurélien, ha fatto la scuola alberghiera a Bellegarde sur Valserine per poi debuttare in cucina alla Brasserie du Nord di Paul Bocuse. Da lì, eccolo passare nella cucina di Chantal Chagny all’Auberge du Cep di Fleurie, nel 1999, prima di andarsene a collaborare con dei grandi nomi della gastronomia transalpina. Fino al ritorno a Fleurie, per prendere in mano la gestione del Cep.

Ho scelto il menù degustazione dedicato a Marguerite Chabert, mito della storia enologica di Fleurie, presidente della locale cooperativa dal 1946 al 1984. Si tratta del menù più “caro” del ristorante, e il senso delle virgolette sul “caro” lo capite se vi dico che le sei portate vengono offerte alla cifra di appena 60 euro. Gli altri menù, con qualche piatto in meno, sono ancora più a buon mercato, tra i 36 e i 42 euro. A mezzogiorno c’è il menù du marché (entrée, piatto, dessert) a 23 euro. Roba da andarci tutti i giorni, a pranzo e a cena.

Lasciamo da parte i prezzi. Parliamo della cucina. Quando mi è arrivata l’insalata di gamberi su gelatina d’acqua di pomodori e pomodori antichi mi sono detto “ci siamo!” perché come avvio era davvero valido. Poi, con lo spezzatino e il prosciutto di rana col farro in un’emulsione di crema di acetosa, avrei voluto andare in cucina a baciare il cuoco: una meraviglia così francese che più francese non si può e pareva di sentire Édith Piaf che attacca a cantare (“Des yeux qui font baisser les miens, un rire qui se perd sur sa bouche…”) mentre un vecchio televisore in bianco e nero mostra Raymond Poulidor che arranca sulle salite del Tour de France. Buoni anche il merluzzo brasato con i crostacei e le piccole verdure, servito con una salsa di Beaujolais, e il filetto di manzo Charolais leggermente affumicato nel fieno, accompagnato da spugnole, risotto di patate ed emulsione di aglio orsino.

Ora, i vini. E qui l’encomio va alla lista che include almeno una referenza per ciascuno dei cru del Beaujolais, a prezzi assolutamente contenuti (di nuovo), e non mancano interessanti – ed altrettanto economiche – proposte delle aree circostanti (la Borgogna del Mâconnais è a due passi).

Auberge du Cep – Rue des Quatre Vents, 11 – Fleurie – tel. +33 4 74041077


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