Siamo indietro anni luce (dell’Italia e della Francia)

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Per l’ennesima volta alla mia azione ha fatto seguito una reazione uguale e contraria. Come sempre, si è trattato di uno scambio di battute sulla Francia e sull’Italia del vino. Alla mia affermazione che la Francia è avanti anni luce rispetto all’Italia, è seguita la reazione ugualmente e contrariamente affermativa del fatto che gl’italiani avrebbero raggiunto e addirittura superato i cugini transalpini. Bum!
La differenza cerco di spiegarla con un personale aneddoto.
Estate scorsa, ristorante La Tour in centro a Sancerre, Loira, Francia.
Dico al sommelier che non capisco come mai alcuni Sancerre mi piacciano da impazzire, e sono quelli più affilati e minerali, e altri mi piacciano meno, e sono quelli più fruttati e opulenti.
Il sommelier mi serve due vini, perfettamente esemplificativi dei due orizzonti organolettici che avevo appena descritto.
Mi spiega poi che quello più grasso e sul frutto viene dalle colline di Bué, a occidente del paese, e quello più teso e scontroso è invece della zona attorno a Chavignol, dall’altra parte. Perché i Sancerre sono così, rispettano e rispecchiano le aree produttive dell’appellation, e devi poterle riconoscere al primo sorso.
Ecco, la dfferenza sta qui, nell’identità e nel rispetto dei caratteri identitari del vino. I francesi fanno vino – quello di qualità, ovvio – cercando di avere la massima attenzione alla valorizzazione delle caratteristiche delle loro terre, gli italiani avendo in mente la richiesta che proviene dal mercato.
Siamo indietro anni luce, e con la testa che abbiamo non li raggiungeremo mai.


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3 comments

  1. Cristian Rispondi

    Ci sono molte sfumature che ci distinguono dai francesi: per i francesi uscire a cena è un momento di piacere che chiunque si concede, piuttosto di riparare l’auto escono in un buon ristorante e pagano il vino parecchio senza storcere il naso.
    Il vino alla spina non sanno cosa sia e la bottiglia avanzata ti viene offerta da asporto.

  2. Antonio Grimaldi Rispondi

    Tralasciando il fatto che i vini francesi, quando sono fatti bene sono davvero buoni altrettanto quanto quelli italiani, quello che davvero manca al nostro paese è la cultura del vino tipica dei transalpini; a tutti i livelli, dalla produzione alla commercializzazione passando per la comunicazione ed includendo l’azione politica di valorizzazione dei territori e delle tipicità: ecco, quando avremo raggiunto, non dico sorpassato ma almeno arrivarci vicino!, quel livello di cultura allora si, anche l’Italia potrà dirsi davvero un grande paese produttore di vino! Però non mi sembra che ci sia poi tutta questa intenzione in giro dalle nostre parti….

  3. Franco Ziliani Rispondi

    e così abbiamo scoperto che il nostro mitico Peretti discetta e spacca il capello in due di terroir con un sommelier nella Loire… Il che fa quasi rima 🙂