Come riconoscere il gusto dei pesticidi nel vino

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La questione è molto semplice, ma mi fa correre un brivido lungo la schiena, perché sinceramente io non ci avevo mai pensato. Anzi, ero convinto che il problema proprio non si ponesse.

La questione di cui parlo è se, al di là delle eventuali conseguenze sulla salubrità dei prodotti, i pesticidi che si adoperano in viticoltura lascino traccia di sé nel sapore del vino. Un ristoratore francese e un suo connazionale biologo sono convinti che sì, i residui dei prodotti chimici impiegati nella viticoltura convenzionale influiscono anche sulla percezione organolettica di un vino. Così hanno fatto provare a una settantina di super esperti di gastronomia gli undici principali fitofarmaci impiegati in vigna, ovviamente in quantità diluite sotto i limiti di guardia, e dall’esperimento hanno tratto una “guida rapida” che intende descrivere i caratteri olfattivi e gustativi di quei prodotti fitosanitari. La cosa ha fatto talmente scalpore che a firmare la prefazione del loro libro è una personalità di primo piano della cucina mondiale come il tristellato Marc Veyrat.

Il volume s’intitola “Le goût des pesticides dans le vin”, il gusto dei pesticidi nel vino. Gli autori sono lo chef Jérôme Douzelet e il biologo Gilles-Eric Séralini. È uscito il 17 gennaio scorso, in francese, presso le Éditions Actes Sud. Su Amazon è in vendita a 14,80 euro. Possibile che sia destinato a destare un polverone.

Il libro lo leggerò appena mi arriva. Anche perché il dubbio mi resta. Mi pare infatti più che probabile che un olfatto bene allenato possa percepire l’odore del prodotto chimico anche quando è diluito in acqua, ma non mi sembra altrettanto scontato individuarne la presenza aromatica in un vino al cui interno i residui di quel fitofarmaco sono pressoché vicini a zero.

Ciò detto, non invidio comunque chi abbia casa accanto a un vigneto trattato più e più volte chimicamente nel corso della stagione. Perché gli odori dei trattamenti lì di sicuro vengono avvertiti, e talvolta anche parecchio, e non è certo piacevole avere nel naso le puzze della chimica viticola.

 


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