I grandi vini delle annate piccole

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I mercanti inglesi e i bevitori britannici più avveduti, insomma coloro che innalzarono a fama planetaria i rossi bordolesi e non solo, avevano un loro credo quando si trattava di andare alla ricerca di bottiglie memorabili, ottimizzando la spesa: grandi vini delle annate piccole, piccoli vini delle annate grandi.

Vero.

Un grande produttore che ha a disposizione un grande terroir riuscirà comunque a produrre vini splendidi anche nelle annate climaticamente meno felici, e spesso in quelle annate eviterà di mettere in commercio la riserva e userà le uve solitamente destinate a questa per farci il vino base, che sarà dunque ben al di sopra del consueto.

Un piccolo produttore, con minor blasone e un terroir meno vocato, in un’annata climaticamente felicissima produrrà comunque un grande vino, al vertice assoluto delle proprie possibilità, ma proprio perché il suo nome è poco celebre sarà possibile acquistare quel vino a un prezzo molto, molto più contenuto di quello dei suoi colleghi più famosi.

La regola va tenuta presente per chi voglia bere bene anche oggi. Ricordiamoci del 2014, per esempio. I più gridavano all’annata miserrima, e invece chi sa lavorare in vigna e ha a disposizione un grande terroir ci ha comunque tirato fuori vini eccellenti e classici. Forte della regola inglese, io ho comprato già parecchi vini di quest’annata, e ne sono felice.


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