Zanarotti, eccoli qui i dolci festivi del profondo Veneto

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Se vi capitasse di passare dal mercatino di Natale che c’è sul lungolago di Bardolino, sul “mio” lago di Garda, mettete il naso nella tensostruttura trasparente che sta nel parco di Villa Carrara Bottagisio e fa da area ristorazione (ci potete risolvere agevolmente il pranzo o la cena, fanno delle buone cose di territorio) e fermatevi al tavolinetto appena dopo l’ingresso. Quella è la postazione del panificio Zanarotti, che è lì “in trasferta” perché ha la propria sede in realtà a Montagnana, in provincia di Padova, ed è attivo, come dice l’insegna, da quattro generazioni.

Ecco, se siete curiosi di assaggiare (ma assaggio non è la parola giusta) i dolci festivi tradizionali del “profondo Veneto”, questo tavolino è il posto giusto (a meno che andiate direttamente a Montagnana, ovvio). Trovato lo zaletto di farina di mais con l’uvetta (in realtà il diminutivo è poco appropriato, ché la taglia è piuttosto generosa, e comunque questa qui è la ricetta più veneziana che ci sia in fatto di dolci), la ghiottissima fugàsa di polenta, mele e uvetta (tanto diversa dalla fogàsa veronese, che è una schiacciata dolce di farina bianca e gialla), la rosegòta (che somiglia alla sbrisolona mantovana), e poi le fragranti frittelle di polenta, mele e uvetta (le mie preferite), oppure quelle con la crema. E altre sfiziosità ancora (come il pan del pescatore, con le mandorle e l’uvetta, oppure la spumiglia, che è la gigantesca versione veneta della meringa) che appena le vedete mandate a quel paese la dieta, almeno per un pochino.

Credetemi, vale la pena.


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