XL, che vuol dire 40, come le vendemmie di Maculan

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Si fa presto a dire cabernet sauvignon. Lo coltivano dappertutto nel mondo. È tra le varietà di vigna più allevate nel pianeta. Solo che in qualche posto riesce ad assumere caratteri un po’ più identitari. Lasciando perdere l’originaria Francia bordolese, dov’è scontato che faccia dei capolavori, e venendo alle nostre parti italiane, le terre del cabernet per me sono la Toscana e quella parte di Veneto che sta sui colli delle province di Vicenza e di Veneto. Direi che i cabernet toscani hanno più frutto, quelli veneti più freschezza. Comunque sono riconoscibili.

Nel Vicentino tra gli antesignani del cabernet sauvignon di scuola veneta c’è Fausto Maculan, che non c’è dubbio alcuno sia stato tra gli uomini che hanno aiutato il vino italiano, mica solo della sua regione, a venir fuori dalle secche in cui s’era cacciato a metà anni Ottanta con la crisi del metanolo. E non è che avesse dalla sua la chance di usare il blasone di una zona celebrata, ché di Breganze e della sua denominazione pochi sapevano perfino l’esistenza e men che meno si sapeva che da quelle parti si fosse capaci di fare, per esempio, dei vini dolci di bell’avvolgenza, com’è il suo Torcolato.

Orbene, Fausto Maculan di tempo in vigna e in cantine ne ha passato un bel po’ e ora per celebrare le sue quaranta vendemmie è uscito con un rosso in edizione limitata che ha per nome XL, che è appunto la scrittura latina che sta per quarantesimo (numero ordinale, non cardinale). È un Breganze Cabernet Sauvignon (dalla vigna Branza, in zona Fratta), annata 2013. Buonissimo.

A farmi ricorrere al superlativo sono in particolare due doti che questo vino sfodera. La prima è la pulizia assoluta del frutto, insieme croccante e succoso, come m’aspetto da un cabernet sauvignon di valore, e per di più il frutto prende altra sostanza grazie al tannino saldo. La seconda è una freschezza che (come volevasi dimostrare) mi fa d’immediato pensare a un cabernet sauvignon che viene dal Veneto e che induce alla beva e a ribere e a versare un terzo bicchiere e un quarto e insomma finisce che la bottiglia te la ritrovi vuota e non sei stanco per nulla, il che è tipico d’ogni vino per cui si possa, per l’appunto, adoperare il superlativo buonissimo. Dico anche che è buonissimo già adesso e che col tempo potrebbe crescere ancora. Direi anche evviva, se l’unica bottiglia che avevo non fosse stata quella che ho già svuotato, e dunque non potrò avere futura riprova di quanto ho affermato in tema di longevità.

Bella assai anche l’etichetta celebrativa, opera del vicentino Pino Guzzonato. Annotazione che faccio perché di etichette belle non ce n’è poi così tante in giro, e quando ne vedo una così son più contento.

Breganze Cabernet Sauvignon XL Quarantesima Vendemmia Fausto Maculan 2013 Maculan
(94/100)


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