I Winefathers che ora fanno anche da padri al loro vino

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Si sono dati il nome di The Winefathers, i padri del vino. Il loro obiettivo è quello di “dare l’opportunità a chiunque lo voglia di diventare parente di un vignaiolo italiano”, ma non si tratta di un’agenzia matrimoniale che coinvolga i vigneron, come potrebbe sembrare a sentir parlare di parentela.

La definizione è infatti, mi par di capire, tra il giocoso e il provocatorio. In realtà, il loro portale raccoglie alcuni progetti legati a dei vignaioli italiani (ci sono delle gran belle piccole realtà, lo ammetto) che l’appassionato può finanziare, avendone in cambio un rapporto privilegiato con il produttore, dal quale si ricevono offerte riservate, dalle bottiglie personalizzate alle vacanze in cantina, cose del genere.

A due anni e mezzo dal lancio del loro progetto, i Winefathers sono passati anche dall’altra parte della barricata, diventando piccoli produttori anche loro con un marchio curioso: si chiama La Cricca e nasce dall’incontro tra il (giovane) team dei Winefathers e l’enologo Giacomo Orlando.

Dalla partnership, che si è poi ulteriormente allargata, sono scaturiti due vini bianchi targati con la doc Friuli Colli Orientali. Duemila bottiglie in tutto. Un Pinot Bianco e un Friulano.

Mi ha convinto soprattutto il Friulano, che ha stoffa ma senza eccessi e beva piacevole e salata e vene di pesca bianca a primissima maturazione e di mela verde e il calice è vuoto in fretta. Sulla retroetichetta leggo che è “imbottigliato all’origine” da Ronco delle Betulle, a Manzano.

Dimenticavo: nota d’encomio per il progetto grafico e l’impaginato (e le immagini anche) del libro-catalogo di The Winefathers, ché era da (lungo) tempo che non avevo per le mani una cosa a stampa così ben curata in campo enoico.

Friuli Colli Orientali Friulano 2016 La Cricca
(86/100)


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