Volete davvero aiutare i vignaioli?

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Grazie al cielo, oltre a tante infamità, sui social ci vedo anche dei bei gesti di generosità. Per quel che riguarda il vino, ho letto molti inviti a sostenere i vignaioli italiani acquistando i loro vini. Bene. Però mi permetto di dire che a mio avviso l’aiuto più importante che si possa dare in questa fase a un piccolo produttore di vino è quello di comprargli i vini più giovani, quelli di pronta beva. Una bottiglia di un vino destinato a invecchiare si può vendere anche più in là, un vino di pronta beva che rimanga invenduto nelle vasche può diventare preda degli avventurieri che lavorano all’ingrosso e pagano il vino poche decine di centesimi al litro, se sanno che sei a corto di soldi, e in questo momento, coi ristoranti mezzi chiusi e con i clienti che fanno fatica a pagare, non sono pochi i vignaioli che sono a corto di liquidità. Vogliamo dare ossigeno a un piccolo produttore? Dobbiamo dargli questa benedetta liquidità acquistandogli soprattutto il vino che non è fatto per la lunga sosta nel vetro.

Se avete voglia, su in Valcamonica, che è un angolo marginale e dunque più sofferente della regione italiana più colpita dalla pandemia, e cioè la Lombardia, c’è un vino “di pronta beva” buonissimo che si può acquistare per bere benissimo e insieme solidarizzare concretamente con un vignaiolo che sta facendo grandi cose in quella terra e per quella terra. Il vino si chiama Black in Bag, ed è una bag in box da tre litri prodotto da Enrico Togni, testardo vigneron “naturale” montanaro a capo di un’aziendina che si chiama Togni Rebaioli.

Il Black in Bag è un “vino rosso”, ossia un vino fuori dalle doc o dalle igt, e dunque non riporta l’annata sulla confezione, ma le uve sono quella della vendemmia 2019 e la varietà maggioritaria che è stata utilizzata per produrlo è quella del merlot. Per ottenere il giusto mix da confezionare nella bag in box, Enrico ha lavorato le uve in tre maniere diverse. Per un terzo le ha vinificate in maniera tradizionale, e dunque pigiate e diraspate. Per un terzo le ha diraspate e poi ha usato gli acini interi. L’ultimo terzo l’ha lasciato a grappolo intero, col graspo. Così ha avuto una massa particolarmente dotata di frutto, una più esposta dal lato dell’acidità e un’altra più significativa in quanto ad apporto di tannino. Dopo pochi giorni di macerazione, le tre masse sono state assemblate nel cemento e sono andate avanti insieme.

Questo Black in Bag da tre litri di Enrico Togni costa 20 euro franco cantina. Considerando che tre litri equivalgono a quattro bottiglie, capite che non è molto. Ovviamente, dovete aggiungere le spese di spedizione, e dunque il consiglio semmai è comprarne più d’uno o fare un gruppo d’acquisto. Una volta aperta, la bag in box consente una perfetta tenuta del vino residuo per almeno due mesi. Finire una bag in box da tre litri in due mesi non è certo un problema, col vantaggio che il vino è sempre perfetto fino all’ultimo bicchiere, e qui sta il grande pregio di questo tipo di confezionamento che in Italia è ancora guardato con sospetto, perché lo si confonde col brik da supermercato.

Allora, che ne dite? Si compra un rosso montanaro? Se siete interessati, aggiungo che ho chiesto a Enrico Togni come gli possono arrivare gli ordini, visto che lui non ha l’ecommerce sul sito. Dunque, o via email o via WhatsApp. Mi ha autorizzato a pubblicare il suo numero di cellulare: 339 4986463. Pubblicità progresso, perché avere in bag in box più vini buoni di vignaioli in gamba io lo considero un grosso progresso.


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6 comments

  1. Giuseppe Parrilla Rispondi

    Buongiorno…Ti riconfermi una persona di grande spessore culturale e sociale

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Troppo gentile, grazie.

  2. Luca Menegotto Rispondi

    Bravo, sig. Peretti, queste sono le iniziative che mi piacciono!
    Che sia ora di ridare corpo al progetto ‘Vinino’, allargando a altre cantine questa idea?

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Bella idea, ci voglio pensare.

  3. Ivan Spazzini Rispondi

    grazie per il prezioso suggerimento, conosco Enrico e la sua cantina, ma non sapevo del bag in box

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Grazie a te, Ivan