Vino in lattina, vino da spiaggia?

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È un periodo che si parla abbastanza spesso del vino in lattina. In effetti, negli Stati Uniti, ma anche in altre parti del mondo, la domanda di vino confezionato in lattina sta crescendo. In Italia eravamo stati dei precursori, ma poi la cosa si è fermata.

Qui da noi, la punta avanzata del dibattito oggi è rappresentata da quel che dice e scrive Andrea Gori, oste abilissimo nella comunicazione o comunicatore abilissimo nell’ospitalità (fate voi quale delle due definizioni adottare, tanto nel suo caso vale la proprietà commutativa, come nelle addizioni e nelle moltiplicazioni). “Si possono mettere in lattina vini ottimi e la si può usare al posto della odiata ‘mezzina’ o si possono mettere in lattina vini espressamente pensati per questo scopo, ovvero, vini facili, divertenti e spensierati” racconta su Intravino a margine di un’ampia degustazione di vini confezionati in alluminio. “Per adesso – conclude – pensiamo che il vino in lattina possa rappresentare una bella comodità per chi vuole avere un piacere portatile del suo vino preferito ma che possa non essere la modalità ideale per far guadagnare al vino di qualità nuovi estimatori. Di certo il fenomeno è in crescita esponenziale e le nuove modalità di consumo di monodosi e di consegna dei pasti potrebbero incoraggiarne l’uso anche da noi”.

C’è chi parla della lattina come il veicolo per introdurre al vino le nuove generazioni. Personalmente nutro parecchi dubbi al riguardo. Credo invece che la lattina possa costituire un contenitore che faciliti la fruizione del vino in constesti nei quali usualmente è difficoltoso avere vino a disposizione, e che sia dunque adatta soprattutto per chi il vino già lo beve.

In questo senso, intervenendo in una room (si chiamano proprio così, non so che farci) nella quale era ospite proprio Andrea Gori, che vi parlava di vino in lattina, mi sono permesso di proporne un’altra possibile interpretazione. Ossia il vino in lattina come vino da spiaggia, e in un paese come l’Italia credo non sia un’ipotesi da sottovalutare.

L’Italia ha circa 7.900 chilometri di costa marina, cui si aggiungono le spiagge lacustri, e in ampia misura questa enorme estensione costiera è al centro dei flussi turistici nazionali, insieme con le città d’arte e, in parte, la montagna. Ante Covid, l’Italia era visitata annualmente da più di 90 milioni di persone per qualcosa come 430 milioni di presenze, sia straniere che italiane. Non so quante di queste si concentrassero in riva a un mare o a un lago, ma credo moltissime. Ritengo anche che i consumi “balneari” di vino siano piuttosto scarsi. Perché portarsi in spiaggia una bottiglia di vino è piuttosto scomodo. La lattina potrebbe agevolare la fruizione di vino “anche” sulle spiagge (tenere al fresco lattine monoporzione in spiaggia non è certo un problema). Considerati in numeri che ho riportato sopra, penso che la cosa potrebbe farsi interessante.

Il problema semmai è un altro, ed è regolamentare. In Italia il vino in lattina può essere solo “vino” generico (l’ex “tavola”) o a igt. Per i vini a denominazione di origine la lattina è esclusa, mentre in varie parti del mondo, compresa la Francia, non mi pare che ci siano particolari vincoli normativi. Noi paghiamo una sorta di “venerazione” del binomio vetro-sughero che prima ha reso problematico l’utilizzo delle chiusure alternative e oggi rende ancora in molti casi difficoltoso il confezionamento in bag in box e impedisce l’uso della lattina. Una delle difficoltà maggiori deriva dal decreto sulle etichettature, che nega l’uso dei contenitori alternativi al vetro per i vini che riportino le cosiddette “menzioni tradizionali” (come “classico” o “superiore” e altre ancora) individuate dai regolamenti europei. Da quanto mi par di capire, quel decreto è in fase di ripensamento e spero che si arrivi in tempi brevi alla liberalizzazione dei sistemi di confezionamento dei vini. La qualità del vino non la fa il contenitore, la fa il vino.

Ovvio poi che mica tutti i tipi di vino sono adatti alla lattina, e anche su questo tema qualche idea mi frulla in testa, ma magari ne scrivo più avanti, perché mi accorgo di essere già andato piuttosto lungo.

Photo by Osmar do Canto on Unsplash


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