Il vino, la società italiana e il senso del futuro

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Ho letto un articolo che parla di vino senza parlare di vino. L’articolo è una conversazione della giornalista Manola Piras con il sociologo Mauro Magatti dopo la pubblicazione dei dati Istat sul grado di soddisfazione dei cittadini per le proprie condizioni di vita. L’ha pubblicato l’ottimo web magazine Formiche, che si occupa di “analisi, commenti e scenari”. I titolo è “La società italiana? Conservativa, attaccata alla famiglia e impaurita dagli altri“. Il vino, insomma, non c’entra. Direttamente. Ma essendo il vino anche un fatto sociale, ecco che c’entra.

Prendiamo una delle affermazioni di Magatti raccolte da Manola Piras: “La nostra è una società che non ha tanto il senso del futuro”. Ecco, per esempio qui ci trovo la spiegazione, netta, del motivo di quella lacuna tipica del settore vinicolo italiano che è data dalla cronica mancanza di archivi del vino. Perché, casi limitati e tutto sommato abbastanza recenti a parte, non investiamo sulla costituzione di archivi dei vini delle annate passate? Semplicemente perché non abbiamo il senso del futuro. Come la gran parte della società italiana. Non stupisce dunque che non si investa sul futuro dei nostri vini: agli italiani manca il culto della longevità del vino.

Prendiamo un’altra frase di Magatti: “Noto un certo dinamismo femminile in ambito professionale”. Mi verrebbe da parafrasarla scrivendo che “noto un certo dinamismo femminile in ambito vinicolo”. Perché è proprio da numerose vignaiole presenti in tutto il territorio nazionale che sta arrivando ormai da qualche anno un’interpretazione rigorosa e felice del senso del terroir. Un’interpretrazione che mi pare apra nuove prospettive, che tengono insieme gli aspetti vitivinicoli con quelli sociali.

Per converso, quella “coesistenza di meccanismi di conservazione” evidenziata dal sociologo, be’, credo non ci voglia molto a vederla rappresentata nell’ostinata resistenza degli italiani verso i sistemi innovativi di chiusura e di conservazione del vino, e dunque il pregiudizio verso il tappo a vite o verso il bag in box.

Ecco, l’articolo di Manola Piras non parla di vino, però spiega tante cose del vino italiano pur senza parlarne.


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