Vino, info in etichetta, se ne discute il 18 a Bruxelles

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C’è chi sostiene che anche il vino dovrebbe avere in etichetta tutti gli “ingredienti” utilizzati nel processo produttivo, nonché i fattori nutrizionali, e c’è chi – e io sono tra quelli – dice che invece si tratta di inutili appesantimenti, perché le indicazioni di eventuali allergeni, a partire dai solfiti e compresi i derivati del latte e delle uova, sono già previste, e per il resto nel vino non restano tracce sensibili di altri elementi eventualmente utilizzati in vinificazione.

Della faccenda si sta occupando la Commissione europea. La Cevi, ossia la Confederazione europea dei vignaioli indipendenti, cui aderisce anche la nostra Fivi, ha già espresso da tempo la propria contrarietà. “Chiediamo l’esenzione dall’obbligo di riportare in etichetta la lista degli ingredienti e i valori nutrizionali – spiegava esattamente un anno fa la Federazione italiana dei vignaioli indipendenti – perché riteniamo che per il settore del vino, e in particolare per noi piccoli produttori sarebbe un inutile aggravio sia in termini di tempo che economici. Il vino non ha una ricetta, cambia di anno in anno, sulla base della stagione e delle condizioni fitosanitarie dell’uva. Noi produttori dovremmo quindi farci carico di far analizzare il vino ad ogni nuova vendemmia, e cambiare di conseguenza anche l’etichetta”.

La Commissione europea tuttavia è andata avanti e il 18 ottobre a Bruxelles si farà il punto. L’ho appreso dal sito della Commissione. In programma c’è un incontro sul tema: “European Commission report on alcohol labelling: one-size-fits-all?“. Insomma, una “taglia unica” per l’etichettatura degli alcolici in Europa?

Relatori saranno la tedesca Renate Sommer, componente della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo, che illustrerà l’ipotesi di regolamento comunitario sulle “Informazioni alimentari ai consumatori”, e l’altoatesino Herbert Dorfmann, che fa parte della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo e presiede l’intergruppo “Wine, Spirits and Quality Foodstuffs”.

Alla discussione sui “progressi su un approccio comune all’etichettatura” prenderà parte anche Matilde Poggi, vicepresidente della Cevi (oltre che presidente della Fivi). Con lei, Alexandra Nikolakopoulou, al vertice della Dg Sante, che è responsabile delle politiche della Commissione europea in materia di salute e sicurezza alimentare, Pierre-Olivier Bergeron, segretario generale di The Brewers of Europe, che rappresenta il settore della produzione della birra, Roland Demleitner, direttore dell’associazione dei birrifici privati tedeschi, Nick Soper, direttore del mercato interno di SpiritsEurope, che unisce vari produttori europei di superalcolici, Gerald Erdrich, direttore dell’associazione che rappresenta le distullerie tedesche, Bronagh Conlon, direttore genetale della Listoke Distillery & Gin School, George Sandeman, consigliere d’amministrazione del Comité Européen des Entreprises Vins, e Bernard Farges, presidente della Federazione europea dei vini a denominazione di origine.

Intanto, con un tweet, la Cevi ha spiegato di essere fortemente impegnata a difendere una soluzione on line ad hoc per le indicazioni nutrizionali relative al vino. In fondo è vero, basterebbe che fossero sul web.


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1 comment

  1. Attilio Romagnoli Rispondi

    Ho partecipato per ECVC (coordinamento europeo Via Campesina) al CDG Wine convocato dalla Commissione Europea lo scorso 10 ottobre a Bruxelles: L’Italia il 30 marzo 2017 ha preso l’iniziativa d’inserire il luogo di produzione in etichetta.
    Food-Drink-Europe vorrebbe sapere quanto costa farlo.
    La commissione ha detto che manca ancora la notifica del governo italiano e quindi “ipotizzano che potrebbero avviare procedura d’infrazione”.
    Il termine dello status quo era stato prorogato di 3 mesi, ed il nostro governo, termine ultimo, doveva comunicarlo entro il 2 ottobre.
    P.S: A causa dello sciopero generale ero rimasto il solo italiano, ed anche i membri della Cevi purtroppo se n’erano giá andati quando questo punto era in discussione.