Vinlingua Vaporosa

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Lessi “Bevo dunque sono – Guida  filosofica a vino” di Roger Scruton qualche anno fa e annotai con un punto esclamativo a margine queste due affermazioni: “Il vino è compatibile con la virtù” e “Incontravo per la prima volta la vera sofferenza di chi scrive di vino. Come fai a farti girare una cosa in bocca, per di più con un’espressione beata in faccia, sapendo che il suo prezzo corrente è di 1.500 sterline la bottiglia, e poi scrivere solo ‘buonissimo’ sul bloc notes?”
Scrittura ironica, a tratti  irriverente, la sua. E mi piacque molto.
Scrivere di vino per mostrarne la compatibilità con la virtù e la paura che le parole per descrivere i vini – non solo quelli costosi –  rischino di essere lette come un laccio noioso.
Tra queste due cose, un’azione e un sentimento, sta il motivo del mio essere nel vino ed anche del mio far tacere la scrittura, a volte anche per lunghi periodi.
Perché, per dirla con Scruton, non smetto di chiedermi se “certi capoversi di vinlingua vaporosa vogliono mai  dire qualcosa di più” (pag. 22).
Mi fa piacere, perbacco, che a Roger Scruton sia stato assegnato il Premio Masi quest’anno.


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