Vinitaly, mangiare a Verona, la trattoria Pero d’Oro

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C’è chi dice, a Verona, che il nome della trattoria sia derivato dal fatto che proprio lì c’era, sul finire dell’Ottocento, una bancarella che vendeva pere caramellate. Per questo si chiamerebbe Pero d’Oro. Non so se sia verità o leggenda, però garantisco che al Pero d’Oro si mangia una buonissima cucina veronese a prezzi corretti e appena fuori dal via vai di gente del centro città.

Siamo in piazza Isolo, in un vicoletto proprio a ridosso dell’imbocco del parcheggio sotterraneo, a due passi dal Teatro Romano e da Ponte Pietra. Il vicolo di schiama Ponte Pignolo, nome che ricorda di quando lì l’Adige si biforcava a formare “l’isolo”, un’isola popolata di artigiani, e c’era un ponte che passava sopra al secondo braccio del fiume.

Dentro, la trattoria è come quando venne rifondata dalla famiglia Burti, nel 1986, con la boiserie che andava alla grande e un sacco di quadri di scorci provinciali. In tavola arrivano i piatti della tradizione, come i bigoli con la sardella (piatto quaresimale per eccellenza a Verona) o i bigoli con l’anatra, gli gnocchi al pomodoro (il piatto simbolo del carnevale veronese). i tagliolini in brodo (piatto festivo della veronesità), il baccalà con la polenta (occhio che a Verona si chiama baccalà lo stoccafisso, e si fa alla vicentina) e poi il repertorio della carne equina, immancabile nella ristorazione cittadina: la tartara di cavallo, la costata di puledro ai ferri e la pastisàda de cavàl (che è carne di cavallo stufata a lungo con vino e cipolla).

Il servizio è familiare, cortese. La carta dei vini consente di bere bene nell’ambito della produzione veronese e soprattutto valpolicellese.

Trattoria Pero d’Oro – via Ponte Pignolo, 25 – tel. 045 594645

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