I vini di Vosne, Vougeot e dintorni, il millesimo 2014

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Siamo nel cuore pulsante dei più grandi pinot noir della Borgogna. Vosne-Romanée è un piccolo villaggio che aggiunge al suo nome quello di un cru di soli 1,83 ettari, la Romanée-Conti. Numerosi sono i grand cru attaccati al villaggio, oltre a ben 58 ettari di premier cru. Qui l’unico colore che ha diritto ad esistere è il rosso, lo chardonnay non è di casa. I tratti comuni sono la finezza e una sensualità, elementi che distinguono Vosne da qualsiasi altro village.

Altro vino emblematico che si trova nelle vicinanze è il Clos de Vougeot. Il castello è una icona, l’emblema stesso della Borgogna. Fondato nel 1110 dai monaci di Citeaux, ricorda a tutti la potenza e il prestigio del Rinascimento in queste contrade. All’interno delle sue mura c’è un vigneto di 50,59 ettari, suddiviso tra 70-80 proprietari diversi. Un mosaico che da solo suggerisce la complessità a tratti quasi incomprensibile della Borgogna. Non lontano altri grand cru dai nomi evocatori: Musigny e Grands-Échézeaux.

Di seguito i miei assaggi dei vini della zona, effettuati durante Les Grands Jours de Bourgogne. Salvo diversa indicazione, si tratta sempre dell’annata 2014.

Confuron Cotetidot
Vosne-Romanée: ecco un vino diverso, originale. Maturo e fresco, pimpante, sarà la vendemmia intera? (86/100)
Vosne-Romanée 1er Cru Les Suchots: un naso spettacolare, tabacco, floreale, minerale, una grande finezza, una dimensione eterea, da attendere. (90/100)
Échézeaux Grand Cru: l’essenza del grande pinot nero. Energia, potenza, finezza, finale di terra e argilla. Unico neo, non aprire prima di 15-20 anni. (94/100)
Clos de Vougeot Grand Cru: maturo ed etereo al tempo stesso, quintessenza del pinot, nessuna traccia vegetale o asperità, lunghissimo. (95/100)

Coudray-Bizot
Échézeaux Grand Cru En Orveaux 2011: grappoli non diraspati. Floreale fine ed elegante, una versione tradizionale e un vino quasi pronto da bere, già buono. (92/100)

Domaine D’Eugenie
Grands-Échézeaux: grande florealità, frutta matura, al palato marcia come un carro armato, tanta roba ma anche dei tannini quasi assenti. Tra i migliori. (94/100)
Clos de Vougeot Grand Cru: più difficile, odore di bruciato forse da legno. Si riscatta al palato, floreale e balsamico anche se tannico. (89/100)

Domaine Jean Grivot
Vosne-Romanée Bossières: ancora da sistemarsi il naso, sottofondo floreale e agrumato, vino di classe. (88/100)
Vosne-Romanée 1er Cru Les Beaux Monts: vinoso, ha bisogno di tempo. Serio, ha aromi di fragola e frutti rossi e un tannino evidente. (88/100)
Clos de Vougeot Grand Cru: ricco e potente, tanti tannini. Pur se elegante sembra molto indietro e necessita di pazienza. (86/100)
Échézeaux Grand Cru: il vino più completo, floreale e speziato, magnifico. Potente senza bisogno di dimostrarlo, tutto nella massima semplicità. (93/100)

Anne Gros
Échézeaux Grand Cru: la ciliegia domina il dibattito, conduce verso un palato rigido, tannico e troppo bloccato dal legno. (86/100)
Clos de Vougeot Grand Cru: elegante e chic, al palato torna la sensazione di un legno troppo violento che genera tannini asciuganti. Non è il mio stile. (87/100)
Richebourg Grand Cru: sembra il vino più promettente, sapido e lungo. Purtroppo anche qui entra in gioco un legno del tutto inutile, stante la materia di prima qualità. (89/100)

A.F Gros
Vosne-Romanée Aux Réas: naso inchiodato dal binomio legno-solfiti. Bocca meglio ma non è tra i più godibili. (82/100)
Échézeaux Grand Cru: maturo, caldo e ricco. (87/100)
Richebourg Grand Cru: aperto, floreale e divertente. Il migliore della batteria. (89/100)

Gros Frère et Soeur
Vosne-Romanée: non è il vino più fine, ha un frutto maturo e rotondo. Finale caldo. (84/100)
Vosne-Romanée 1er Cru: una sensazione di vino tecnico, con un fruttino un po’ scontato. Anche troppo aromatico, lontano dal terroir, secondo me. (85/100)
Échézeaux Grand Cru: la materia è in grado di sostenere l’impatto del legno. Al palato erbe alpine e tannini maturi. (87/100)
Clos de Vougeot Grand Cru: uno stile ricco e potente, caldo e vivace, ha bisogno di molto tempo ma promette un bel futuro. (92/100)
Grands-Échézeaux Grand Cru: più pronto in bocca che al naso, in questo ricorda il vino precedente. Da attendere. (89/100)
Richebourg Grand Cru: liquirizia, spezie, profondo, note di marasca. Una progressione che fa ben sperare nella sua evoluzione. (93/100)

Louis Latour
Vosne-Romanée 1er Cru Les Beaux Monts: moderno e fruttato, godibile con un gran frutto, vino perfetto per la ristorazione. (86/100)
Échézeaux Grand Cru: minerale, fine e terroso, speziato. Una certa complessità, di facile accesso. (88/100)
Romanée Saint-Vivant Grand Cru Les Quatres Journaux: solido, con un frutto in evidenza, lo stile della maison si conferma. (89/100)

Domaine du Comte Liger-Belair
Vosne-Romanée La Colombière: un vino tradizionale che sembra attraversare un momento delicato. Al palato è fin troppo tannico e dunque poco elegante, ma potrebbe cambiare. (83/100)
Vosne-Romanée Clos du Château Monopole: tra note bruciate di torrefazione e solfiti, attraversa una fase complicata. Da rivedere. (80/100)
Vosne-Romanée 1er cru Aux Reignots: un equilibrio maggiore, frutto dolce e lunghezza. (85/100)
Échézeaux Grand Cru: classico, un buon frutto e l’unico vino che sembra tenere testa al legno. (89/100)

Thibault Liger-Belair
Vosne-Romanée Au Réas: tradizionale, quasi evoluto ma questo aspetto originale non dispiace, tutt’altro. (87/100)
Clos de Vougeot Grand Cru: anche questo ha un lato tradizionale, fiori e spezie, non è tra i più facili, richiede attenzione e disponibilità. Tannini solidi ma non da legno, notevole classe. (90/100)
Richebourg Grand Cru: molto difficile, ridotto ma con enorme potenziale. Da risentire.

Méo-Camuzet
Vosne-Romanée: i fiori portano diritto al terroir di Vosne. Facile, facile, un vino da bere. (86/100)
Vosne-Romanée 1er Cru Les Chaumes: profondo e minerale, terroso, cassis e violetta. Si distingue tra molti. (88/100)
Clos de Vougeot Grand Cru: al naso grande aroma di fiori, ruggine e mineralità. Vino strutturato e dal tannino dotato di finezza. (89/100)
Échézeaux Grand Cru: timbro della casa, i fiori sono ancora più in evidenza. Il più complesso e completo, caldo e fine, potenziale enorme. (93/100)

Dominique Mugneret
Vosne-Romanée 1er Cru Au-Dessus des Malconsorts: solido ed elegante, facile e pronto, da bere. (87/100)
Échézeaux Grand Cru en Orveaux: profondo e minerale, terra e agrumi. Ancora molto giovane ma saprà evolvere benissimo. (90/100)

Mugneret-Gibourg
Vosne-Romanée: note di anguria, evoluto, largo e tannico. (84/100)
Échézeaux Grand Cru: chiuso, fumé, fine ma termina tannico. (86/100)
Clos de Vougeot Grand Cru: sotto una massa legnosa invadente c’è un frutto interessante. Da risentire. (87/100)

Michel Noellat
Echézeaux Grand Cru du Dessus: legnoso, il legno copre la materia. (86/100)
Clos de Vougeot Grand Cru: anche questo risente di un uso eccessivo del legno. Tannico e duro. (83/100)

Domaine des Perdrix
Vosne-Romanée 2013: moderno, fruttato e solare, facile. (84/100)
Vosne-Romanée 2014: più speziato e minerale, anche più tannico. (85/100)
Échézeaux Grand Cru 2013: molta frutta, ciliegia e cassis in particolare. Una versione semplice e facile. (87/100)

Jacques Prieur
Échézeaux Grand Cru: molto tannico e asciutto, il legno è dominante. (85/100)
Clos de Vougeot Grand Cru: una versione molto moderna, menta, frutta acidula, calo di tensione nel finale. (87/100)

Domaine Raphet
Clos de Vougeot Grand Cru 2014: colore bellissimo, leggero. Etereo e speziato, molto tradizionale, uno stile fuori dal tempo, senza nessuna forzatura. (92/100)
Clos de Vougeot Grand Cru Vieilles Vignes 2011: una materia più densa ma con ancora più eleganza. Grande bottiglia. (95/100)
Clos de Vougeot Grand Cru Vieilles Vignes: sembra meno riuscito, frutto di una vendemmia difficile. Vegetale e stretto, da risentire. (86/100)

Daniel Rion et Fils
Vosne-Romanée 1er cru Les Beaux Monts: naso floreale, più largo che lungo e un pochino tannico. (85/100)
Échézeaux Grand Cru: vino sereno e dinamico con una progressione del palato da lode. (88/100)
Clos de Vougeot grand cru 2013: legno presente, sensazione di menta, molta sostanza ma tannini abbondanti. (87/100)

Robert Sirugue
Vosne-Romanée Vieilles Vignes: maturo, ferro e fiori, manca di fluidità nel finale. (87/100)
Vosne-Romanée 1er Cru Les Petits Monts: preciso e coerente, molto interessante. (88/100)
Grands-Échézeaux Grand Cru: molta freschezza, vino di classe, finale dimanico e di vegetale nobile. (89/100)

Château de la Tour
Prestazione poco nobile per un vino tra i più rappresentativi e dal costo elevato. Qualcosa non va.
Clos de Vougeot grand cru Vieilles Vignes 2014: per me una delusione, vegetale e diluito. (82/100)
Clos de Vougeot grand cru Vieilles Vignes 2013: non c’è grande differenza, solo un po’ più tannico e rigido. (84/100)

Cécile Tremblay
Vosne-Romanée: difficile al naso, più intenso al palato. (87/100)
Vosne-Romanée 1er Cru les Rouges du Dessus: parte aromatica in rilievo, floreale, grande finezza e tocco delicato. (90/100)
Échézeaux Grand Cru: grande classe, vino spettacolare. (93/100)


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