I vini dell’Oltradige

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Überetsch – Oltradige. Dopo aver affrontato la Val d’Isarco e la Val Venosta, eccomi qui con i vini dell’Oltradige assaggiati a Vinea Tirolensis, la rassegna autunnale dei Freien Weinbauern Südtirol, i Vignaioli dell’Alto Adige. Sono sette le aziende della zona delle quali ho potuto assaggiare la produzione. Accanto a vini di facile beva emergono alcune etichette molto interesanti.
L’elenco è per aziende.
Weingut Donà
Chardonnay 2013. Semplice e diretto, miele e frutta. Vivace di beva facile. 1+ faccini
Bergmanhof
Lagrein Riserva Der Bergmann 2011. Da un terreno argilloso con molti sassi. Fermentazione spontanea e due anni di barrique. “Tutti frutti” al naso. Si allarga e poi ritrova nello sviluppo una buona freschezza. Peccato che nel finale il tannino sia fin troppo rigido e si inizi a percepire un inizio di evoluzione. Buono da bere oggi, così com’è. 2 faccini
Niedrist
Weissburgunder Berg 2013. Fieno, semi di mela, si intuisce una buona materia. Anche la bocca risulta bene a fuoco con un frutto scolpito. 2 faccini
Sauvignon 2013. Varietale. Abbastanza maturo e complesso, si fa piacere. 2 faccini
Weiss Trias 2013. Da chardonnay, incrocio manzoni e petit manseng. Il legno marca molto il vino, soprattutto all’olfatto. Meglio in bocca, dove è maturo, potente e lungo. Finisce con aromi di nocciola e miele. 2- faccini.
Stroblhof
Weissburgunder Strahler 2013. Semplice e ben fatto. Sapido, profuma di lievito e fieno. 1+ faccini
Blauburgunder Pigeno 2012. Scarico al colore, appare abbastanza evoluto. Non dispiace, anche se manca di eleganza e di spinta. 1+ faccini
Blauburgunder Riserva 2011. Fermentazione a bassa temperatura in tini di rovere con le bucce per tre settimane. Poi 12 mesi in barrique nuove per un 20%. Gradevole anche se il rovere si nota. Profuma di erbe alpine e si consegna levigato e con tannini setosi. Non si può dire che non sia buono, manca un pizzico di personalità per farlo salire di categoria. Pronto ora. 2+ faccini
Lentsch
Veltliner Eichberg 2013. Fine, vegetale, pepe verde. Dinamico, lungo ed elegante. Fine acidità. 2+ faccini
Gewürtztraminer Fuchslahn 2013. Al naso fiori, mirtilli neri, pungente e alcolico. Si apprezza un equilibrio sulla leggerezza al palato. 2 faccini
Blauburgunder Bachgart 2012. Fruttato con ciliegia in primo piano. Vegetale, scorrevole e beverino ma senza grandi virtù. 1 faccino
Weissburgunder Amperg 2012. Verdolino e floreale, delicato, fine e piccante. 1 faccino e mezzo
Goldmuskateller Amperg 2013. Molto aromatico, kiwi, ortica, frutta esotica. Polpa di frutta, non eccede e resta molto secco. Gradevole. 2+ faccini
Niklas
Weissburgunder 2013. Naso offuscato dalla solforosa. Piuttosto classico, sembra possedere le carte in regola per bonificarsi in qualche anno. Fieno, fiori e miele per un finale tra i più fini. Forse il miglior pinot bianco assaggiato.  2 faccini e mezzo
Weissburgunder Riserva Klaser 2012. Vino ambizioso, affinato in legno da 500 litri e da 12 ettolitri per 14 mesi. Un vino che vuole essere importante, punta sulla densità, la complessità e sul potenziale evolutivo. Certo si intuisce il legno, però questo è ben integrato. Finezza e profondità. 2 faccini e mezzo
Kaltersee Klassisch Charta 2013. Una schiava maturata in botti grandi con malolattica svolta. Si potrebbe definire un vino didattico, da mostrare ad esempio per la denominazione. Leggero, equilibrato, lungo e dotato di una beva spettacolare. 3 faccini
Manincor
Rèserve della Contessa 2013. Cuvée di pinot bianco, chardonnay e sauvignon. Pulito e aromatico, ben costruito con una decisa acidità in finale. 1 faccino e mezzo
Cuvée Rot Réserve del Conte 2012. Il merlot domina con note di frutta che risultano alla fine scontate. 1+ faccini
Blauburgunder Mason 2012. delicato il colore. Semplicemente e di gran lunga il miglior pinot nero della giornata di Vinea Tirolensis. Minerale, fine e delicato, risulta dotato di una spontaneità che mi piacerebbe trovare in tanti altri vini tirolesi. Cercatelo. 3+ faccini
Cuvée Rot Cassiano 2012. Merlot, cabernet sauvignon, syrah e tempranillo. Profilo più mediterraneo che nordico. Carnoso, fiori macerati, liquirizia. Moderno per l’uso accorto del legno. Faccio fatica a collocarlo in un terroir particolare, gli va comunque riconosciuta una indubbia personalità. 2 faccini e mezzo

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