I vini di Borgogna del 2014

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Gli Hospices de Beaune hanno presentato l’andamento del millesimo 2014. Anche se la degustazione non è recentissima, credo sia interessante parlarne perché permette a mio avviso di capire come saranno i vini in bottiglia e cosa dobbiamo attenderci da una vendemmia che anche da quelle parti è stata complicata.
Il 2014 è stato definito un “millesimo meteorologico”. La primavera è stata buona, secca e questo ha aiutato ad avere una buona fioritura. Da qui in poi il tempo si è guastato, e si è fatto più fresco e umido. Gli insetti sono stati un problema. La vendemmia è stata iniziata il 17 settembre. Il fine stagione non è stato particolarmente buono, ma alcune zone si sono salvate.
Pommard e Volnay hanno subito una grandinata che ha causato perdita di foglie e ovviamente di uva. La qualità non sarà delle migliori. Corton è stato raccolto in più volte, attendendo fino alla fine quello che non era maturo. Meursault avrà dei vini magri, mentre Beaune ha raccolto poca uva, la quantità è veramente scarsa.
Pommard e Volnay dichiarano una produzione ridotta del 50%. Beaune raccoglie solo il 15%. Nel resto dei villages la qualità è generalmente buona grazie ad una maturità ottimale. Fondamentale la scelta delle uve da vinificare. In cantina la chiave è stata quella di cercare di preservare il frutto, senza estrarre troppo per non ottenere un frutto poco pulito e tannini eccessivi. La tecnologia ha molto aiutato.
Globalmente è una annata riuscita per i rossi, qualificata come “plus que honorable”. I bianchi sono un po’ più magri, ma non è detto che sia uno svantaggio.
Questa la degustazione di alcuni vini della collezione degli Hospices de Beaune.
Rossi
Pommard, Dames de la Charité. Naso complicato, vinoso, tannico e amarognolo. Però sotto c’è un buon vino. 83
Volnay, Général Muteau. Sensazione più alcolica e legnosa. Un vino che asciuga e rigido. Sente l’annata difficile, sarà da seguire nel tempo, ma rischia di restare troppo austero. 80
Clos-De-La-Roche, Cyrot-Chaudron. Finezza e mineralità. Floreale, bella materia, succoso, nota agrumata. Il terroir domina. 92
Corton, Charlotte Dumay. Fine e delicato, fiori e spezie, minerale, elegantissimo. Esemplare e setoso. Ancora un vino di terroir. 94
Beaunes-Grèves, Pierre Floquet. Ossidativo, un vino da rivedere e non giudicabile. NC
Pommard Epenots, Dom Goblet. Frutta rossa, tabacco. Tannini solidi e al momento molto duri. Austero, da attendere. 85
Corton-Bressandes. Naso vinoso, bel frutto, floreale, fine e con una materia matura. Buona acidità che allunga la persistenza. 93
Pommard, Billardet. Tostato, caffè, frutto scuro, pepe. Bell’insieme, dimostra un buon potenziale, lungo. 84
Mazis-Chambertin, Madeleine Collignon. Naso fine e minerale, grande potenziale, vellutato, già gradevole. Grande precisione e definizione del frutto. Conferma la riuscita del settore. 95
Corton Clos Du Roi, Baronne du Bay. Più chiuso e minerale, sapido, non tra i più immediati, ma sembra poter diventare un grande vino. 90
Volnay-Santenots, Jéhan de Massol. Legnoso, troppo rovere, dolce e tannico. Potrebbe anche incassare tutto questa massa legnosa, ma se ne poteva anche fare a meno. 83
Echezeaux, Jean-Luc Bissey. Pepe, agrumi, minerale, fiori. Sapido e lungo, ha la leggerezza dei grandi pinot. Splendido. Grande lavoro. 94
Beaune, Nicolas Rolin. Un classico degli Hospices. Caramella, frutto, facile, ma manca la profondità. 83
Corton, Docteur Peste. Amaro e tannico, note vegetali. Non si presentava al suo meglio. NC
Pommard, Raymond Cyrot. Vinoso e ridotto, caffè tostato, anche qui il legno non è stato di aiuto. 78
Volnay-Senatenots, Gauvain. Maturo, ricco, poi entrano i tannini e una certa durezza nel finale. 77
Savigny-Les-Beaune, Forneret. Bel naso floreale, frutta rossa. Facile, finalmente non esagerano col legno. 86
Pommard, Suzanne Chaudron. Dolce e maturo, chiuso al naso. Più largo che lungo, tannico ma non amaro. Attenzione al legno, però. 80
Savigny-Les-Beaune, Fouquerand. Non una grande maturità, fine e sottile, il legno non gli rende servizio. Però potrebbe affinarsi e diventare un bel vino facile. 84
Bianchi
Meursault-Génévrières, Philippe le Bon. Bel frutto, lungo, fine e minerale. Verdolino. 84
Corton-Charlemagne, François de Salins. Chiuso e minerale, molto indietro. Agrumi, pesca. Al palato non tradisce l’origine, sarà una grandissima bottiglia. 95
Meursault-Charmes, Albert Grivault. Sapido, buona acidità ma non è giudicabile. NC
Meursault-Gènévrières, Baudot. Dolce, mentolato, bel potenziale. 87
Bâtard-Montrachet, Dames de Flandres. Grasso, ricco, un po’meno fine di altri. Grande potenza, serve solo tempo. 93
Corton Vergennes, Paul Chanson. Agrumato, frutto che si sviluppa in lunghezza e nella seconda parte del palato. Non al suo meglio. 83
Meursault-Charmes, De Bahezre de Lanlay. Difficile, troppi solfiti al momento. NC
Corton-Charlemagne, Roi Soleil. Legnoso e minerale, sapido, morbido, meno esplosivo del precedente. 86


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