Poi vedi le stelle

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Questa è una di quelle riflessioni che ti vengono in una notte d’estate, quando hai bevuto una buona bottiglia e poi ti sdrai fuori, all’aperto, per cercare un po’ di frescura, guardando il cielo, e sei lontano dalle città e lassù, in alto, si vedono le stelle, brillanti, nel blu profondo del cielo.

Sei lì cha hai ancora nella testa e nella bocca quel ricordo piacevolissimo di quel vino, e pensavi fino a un attimo fa di averlo toccato con un dito, il cielo, nel bere quel vino adagio, sorso a sorso. ma ora vedi quel blu profondo del cielo e lassù le stelle che brillano e sono lontane come non riesci neppure a immaginare che si possa essere lontani, e pensi che la luce che vedi è partita chissà quanto tempo fa e magari quella stella che vedi brillare può essere perfino spenta, in realtà, adesso, ma tu la vedi brillare lo stesso.

Ecco, allora ti può capitare come a me, che pensavo di averlo toccato con un dito, il cielo, ma quel cielo era piccino piccino, in realtà. Perché tutto è relativo, tutto dipende dalla situazione, dal contesto. Dal guardare alla luna o al dito che indica la luna, probabilmente.

C’è solo una cosa che, per ciascuno di noi, è in ogni caso infinita. La felicità, il piacere. La felicità e il piacere che possono stare anche dentro a un sorso di vino, di un grandissimo vino, o almeno di un vino che ci sia piaciuto. Nessuna stella, neppure quelle che vedi lassù brillare nel blu profondo della notte, sarà mai più brillante del nostro attimo di felicità. Che è un attimo appena, ma anche la luce di quelle stella lontana è brillata un attimo appena.

Tutto qui.


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