Vedi alla voce eleganza

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Il mio vecchio dizionario della Garzanti, quello che usavo al liceo, tanti anni fa, dice che “elegante” significa – trascrivo – “che ha eleganza; che veste di buon gusto; che denota gusto, eleganza”.

Così mi domando quand’è che un uomo è elegante, e però non è quando veste bene soltanto. Un coglione vestito con un abito elegante resta un coglione, a essere elegante è l’abito, non lui. Una donna elegante lo è qualunque abito indossi, e anche se non indossa alcunché.

Guardo alla parola “eleganza” e leggo che è la “qualità di ciò che è fine e avvenente, ma senza ricercatezza”.

Se questa è l’eleganza, adesso capisco il perché di certi vini mi venga da dire e da scrivere che sono eleganti, e in quell’aggettivo secondo me c’è il tutto, e ricomprende infatti la nozione di finezza e di avvenenza.

Qualcuno mi ha contestato una volta che dire che un vino è elegante non significa nulla, che insomma un vino non lo si può mica descrivere in questa maniera. Per me è lui che ha detto una sciocchezza e un vino elegante e proprio così, elegante, e non servono altri aggettivi e la prova ce l’ho adesso nel bicchiere.

Questo Priorat del 2004 è semplicemente, assolutamente elegante. Il che è pregio rarissimo.

Priorat 2004 Clos Martinet
(94/100)


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